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Continua la telenovela dell'estate in casa Bologna: protagonista della soap opera come sempre Gaston Ramirez, sicuramente il pezzo più pregiato del mercato rossoblù. Un giocatore del 1990 che ha già segnato quattro gol in A e che al primo anno ha segnato più di Pastore e Sanchez al loro primo anno in Italia: basta questo per capire quanto sia forte il ragazzo di Fray Bentos, già nel giro della Nazionale uruguagia anche se fuori dall'ultima Copa America. Normale che alcune squadre lo vogliano, meno normale che un agente, nella fattispecie l'agente uruguagio di Ramirez Pablo Betancourt, pretenda di dettare il prezzo di vendita alla società che ne detiene il cartellino, o comunque una grossa percentuale. Da un mese e mezzo ormai si sta assistendo in casa rossoblù a un vero e proprio tira e molla tra gli agenti di Ramirez e il Bologna: una querelle che non sta certo facendo il bene del ragazzo. Una serie di dichiarazioni provocatorie da parte di Betancourt, sempre a mezzo stampa, a volte addirittura in clamorosa antitesi con l'agente italiano del giocatore D'Ippolito (due giorni dopo l'arrivo in ritiro di Ramirez, Betancourt disse a un giornale che il ragazzo era stato accolto malissimo, D'Ippolito invece che era stato accolto bene) hanno fatto perdere la pazienza alla società, e in qualsiasi altra piazza l'avrebbero fatta perdere anche ai tifosi.

Non a Bologna, dove Ramirez viene ancora coccolato e idolatrato, e dove si richiede a gran voce la sua permanenza. Il prezzo è fissato: 15 milioni, che sarebbero poi 10 puliti per il Bologna, perché il resto va nelle casse di chi ha ancora una fetta di cartellino. Cifra alta, che finora nessuno si è sentito di tirare fuori, sperando in un cedimento del Bologna che per ora non è arrivato e che non deve arrivare. Il club emiliano, infatti, non ha la stretta necessità economica di venderlo, e con un po' di pazienza l'anno prossimo potrebbe raggranellare una cifra ben superiore. L'agente fa il suo gioco, certo, sperando di convincere i rossoblù a una cessione che porterebbe diverso denaro nelle sue tasche. Ma al netto dell'adeguamento di contratto a Ramirez che va fatto (il suo ingaggio è di 220mila euro, stuzzicato da Betancourt il giocatore ha richiesto un milione l'anno, volendo quintuplicare l'ingaggio così come il Bologna ha quintuplicato il suo valore di mercato, ma se il Bologna offrisse 500mila più corposi premi sarebbe già una base solida su cui lavorare), l'agente del giocatore non può comportarsi in questo modo, creando al ragazzo la nomea di rompiscatole - e i report dal ritiro dicono che non lo è - e soprattutto spingendo per la cessione, per pura sete di denaro, verso realtà che in questo momento non sono poi così dorate.

Non lo è di certo la Fiorentina, la società andata più vicina ad acquistare il giocatore: in casa viola regna il caos, ci sono già Jovetic e Ljajic, sta arrivando Kharja e forse arriverà Cassano, tanti auguri a Gaston per trovare una maglia da titolare. Senza contare che in questo momento la Fiorentina ha prospettive peggiori del Bologna attuale, con un Vargas e un Gilardino che potrebbero partire. Il Palermo soldi da spendere ne avrebbe, dopo la cessione di Pastore, ma non ha più l'Europa da offrire, dopo il clamoroso ko col Thun. L'Udinese difficilmente spende certe cifre per giocatori già conosciuti, e visto il sorteggio negativo in Champions (Arsenal) non è detto che possa offrire grandi ribalte a Gastoncito. Che invece, in rossoblù, ha un allenatore che vuole impiegarlo da seconda punta, il che potrebbe aiutarlo ad aumentare ancora il suo valore e in ottica Nazionale uruguagia, dove il trequartista è un ruolo non previsto giocando con il 4-3-3 o il 4-4-2. Si chieda, Gaston Ramirez, se il suo agente sta davvero lavorando per il suo bene e per un buon proseguimento della sua carriera o se è solo, come spesso accade, per un pugno di dollari.