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Non esiste, in serie A, un giocatore decisivo per le sorti della propria squadra come Gaston Ramirez. L'uruguagio ha messo il piede in tutti i gol che hanno portato punti al Bologna: l'angolo in casa Juventus per Portanova, il gol dell'1-0 a Novara, la punizione-assist per Acquafresca a Verona, e da ultimo lo show contro l'Atalanta, con rigore procurato, gol e punizione-assist per Loria, a firmare in calce la terza vittoria della gestione Pioli in quattro partite. Un trascinatore vero, e fa impressione che si tratti di un ragazzo che deve ancora compiere i 21 anni: un talento cristallino che a Bologna sta sbocciando e che inevitabilmente è destinato a una grande del calcio europeo, un giocatore che inevitabilmente riporta alla mente il giovane Roberto Mancini, sbocciato in rossoblù, ma che per caratteristiche fisiche e tecniche ricorda sempre più Kakà, sebbene mancino. E pensare che in estate, di fronte alle bizze del procuratore del giocatore Betancourt, il Bologna era stato a un passo dal venderlo alla Fiorentina.

Da Casteldebole, ogni giorno, dovrebbero mandare un mazzo di rose rosse a Felipe, difensore viola che si è opposto al suo trasferimento a Bologna: si fosse concretizzato quell'affare, 9 milioni e Felipe per Ramirez, probabilmente oggi i rossoblù sarebbero a zero punti o giù di lì, dopo aver svenduto un baby-gioiello che da queste parti non si ammirava da un bel pezzo. Ora le squadre di mezza Europa se lo contendono, a gennaio si rifaranno sotto, ma il Bologna dovrà necessariamente resistere se vorrà salvarsi, e poi in estate ci sarà tutto il tempo di cederlo al miglior offerente, dopo mesi che avranno contribuito a far lievitare la sua quotazione, già ora superiore ai 15 milioni. Ma per pensare alla cessione c'è tempo: anzi, ora va adeguato il suo contratto, fermo ai 220.000 euro l'anno di quando è arrivato (e per l'amor del cielo, non si inserisca nessuna clausola rescissoria come vorrebbero i suoi agenti, grazie).

Ora Gaston illumina il Dall'Ara e riesce sempre a essere decisivo. Due gol con il destro, lui che è mancino, assist, grandi giocate: la luce rossoblù si illumina quando ha palla lui. Un ragazzo che si è integrato alla perfezione nel calcio italiano, che è maturato tanto nel giro di poco tempo e su cui il Bologna davvero può costruire le sue fortune, perché tra le squadre di medio-bassa classifica (Inter a parte, che è lì solo di transito) uno così non ce l'ha nessuna. Il ruolo di trequartista unico che gli ha affidato Pioli, con due punte davanti, sta facendo le fortune sue e della squadra, che con il tecnico parmense ha avuto un'accelerata clamorosa, nonostante giochi ancora solo un tempo a partita. Il Bologna è un malato ancora convalescente che ha in Ramirez una splendida medicina: in un campionato livellato verso il basso per ora basta questo. Anche se 'basta' è un termine errato, di fronte al giocatore più decisivo del campionato.