1
Ufficializzata la tremenda botta della retrocessione in serie B dopo sei stagioni, il Bologna ora deve fare i conti con il proprio futuro. E la situazione attuale rischia di far sembrare la serie cadetta il male minore, perché dopo tre anni di scellerata gestione Guaraldi il Bologna sprofondato in B è seriamente a rischio crac. Sono ore caldissime a Casteldebole e in ballo c'è la vita stessa del club: la gestione Guaraldi è alla fine e ora la partita decisiva è quella per la salvezza e il futuro della società. Subito dopo la retrocessione è tornato di grande attualità Massimo Zanetti, l'unico socio forte presente in questa compagine societaria: “Se c'è bisogno io ci sono”, è sempre stato il refrain del re del caffè, già presidente rossoblù da fine dicembre 2010 a fine gennaio 2011 quando si dimise insieme al suo dirigente di riferimento Luca Baraldi per divergenze sui conti (sui quali avevano pienamente ragione loro) con gli altri soci. 

L'imprenditore trevigiano, tuttora socio del club con una quota appena inferiore al 20%, ha dato una sommaria disponibilità e per la prima volta dopo tre anni di stilettate, veleni e contrasti (dovuti soprattutto all'atteggiamento sprezzante di Guaraldi) Zanetti e Guaraldi si sono incontrati a Treviso, per cercare una soluzione alla crisi rossoblù. E qui Guaraldi ne ha combinata un'altra delle sue, perché si è portato al meeting con Zanetti e Baraldi uno dei leader della curva rossoblù, un esponente del gruppo Beata Gioventù. Ma la cosa più clamorosa è che lo ha portato sotto mentite spoglie, senza dire a Zanetti il suo ruolo e mentendo fino a lunedì, poco prima che lo stesso gruppo ultras facesse un comunicato per svelare la presenza del tifoso, “per controllare che Guaraldi non raccontasse altre balle”. 
E' evidente che Guaraldi – che nel frattempo ha conferito l'incarico di valutare la situazione economico-sprtiva dei contratti in essere per la prossima stagione a Filippo Fusco, ex ds di Napoli e Foggia – non è più proponibile come presidente rossoblù. Va detto senza tanti giri di parole: con Guaraldi ancora al comando, il calcio a Bologna rischia seriamente di morire. L'unica alternativa si chiama Massimo Zanetti, uomo a capo di un vero e proprio impero come il MZB Group (che ha appena chiuso l'acquisto dell'azienda leader in Asia nel settore del caffè, la Boncafè Group, per 85 milioni di dollari): Bologna spera che sia lui a risollevare le sorti del club, a un passo dal baratro. Non sarà semplice e in questi giorni anche il sindaco Merola ha incontrato Guaraldi e gli uomini di Zanetti: in ballo stavolta c'è tanto, perchè il disastro è vicino e dopo l'onta della retrocessione Bologna è col fiato sospeso. Aspettando (e auspicando) Zanetti.