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Dopo un mese di corteggiamento, trattative e pure di lunghi lavori a braccetto impostando il Bologna che verrà, Zdenek Zeman ha scelto Cagliari. A Casteldebole il colpo l'hanno sentito eccome, perchè il boemo già da un mese era stato eletto come uomo-immagine e condottiero del Bologna della prossima serie B, con una squadra impostata quasi esclusivamente su giovani di belle speranze e qualche raro giocatore di categoria. Una scommessa che Zeman aveva deciso di fare a metà maggio, dopo l'incontro con il presidente Guaraldi e soprattutto con Filippo Fusco, storicamente legato al tecnico ex Roma e Lazio, diventato nel frattempo responsabile dell'area tecnica rossoblù. Stavano iniziando a pensare insieme la squadra, a lavorarci nonostante i chiari di luna: ora invece servirà un nuovo tecnico e a questo punto meglio che sia un adepto del 4-3-3 e del gioco offensivo per non buttare via del tutto le valutazioni fatte fin qua.

Ma sinceramente, poteva esserci un finale diverso da questo? Da Zeman al Cagliari e il Bologna che deve affannosamente cercare un sostituto? Perché al di là degli accordi sulla parola – e forse qualcosa in più – il boemo ha atteso un mese le certezze che la società, o meglio Albano Guaraldi, doveva dargli. Invece per lunghi giorni i soldi nei conti correnti del club non sono arrivati, con tanto di -1 per il prossimo anno già incassato e di scadenza fiscale Irpef saltata a metà giugno: ci ha pensato Fusco a placare il boemo, continuando a lavorare sul progetto, anche dopo le prime offerte del Cagliari del neopresidente Giulini. Poi però l'offerta sarda si è alzata ed è arrivato l'ultimatum: ci fossero stati i soldi nei conti, Zeman sarebbe stato ugualmente l'allenatore del Bologna. Invece la società per ora ha trovato la fidejussione per iscriversi ma deve ancora farsi scontare il paracadute per saldare le pendenze, possibilmente entro mercoledì per evitare altri punti di penalità.

Chi può dunque biasimare Zeman per la sua scelta? Lasciare sul piatto l'offerta del Cagliari in serie A, per restare al Bologna in B con il dubbio tuttora esistente sull'iscrizione del club al prossimo campionato? La colpa, se è sfumato l'affascinante ingaggio del boemo, è da imputare esclusivamente a chi non è riuscito a fornire un minimo di certezza economica e di solidità nell'arco di un mese: un altro capolavoro guaraldiano, sempre più una sorta di Re Mida al contrario. Qui a Bologna in tanti avrebbero voluto vedere Zeman all'opera: il boemo da anni qui raccoglie consensi come allenatore, per il calcio che fa vedere, e come uomo, per la tante battaglie intraprese contro le storture del mondo del pallone. Sedotti e abbandonati, ma sinceramente caro Boemo nessun rancore: in questa situazione chiunque avrebbe scelto Cagliari. La stima e l’affetto per il tecnico e per i suoi ideali restano e forse il finale della storia è anche quello giusto: fare da parafulmine per una proprietà impresentabile è un destino che Zeman non merita.