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Sono quasi passate sotto silenzio le parole rilasciate dal centrocampista del Milan Giacomo Bonaventura in occasione di un evento organizzato lunedì scorso da uno degli sponsor del club rossonero. L'ex giocatore dell'Atalanta, uno che non si è mai tirato indietro in campo in questa annata piena di difficoltà, ha dimostrato di avere anche le doti caratteriali necessarie per ergersi alla testa di un gruppo affrontando con coraggio le domande relative alla problematica preparazione invernale svolta nel ritiro di Dubai: "Secondo l'allenatore, la stagione deludente è dovuta agli infortuni. Certo, gli infortuni possono capitare se non si fanno preparazioni importanti. Noi a gennaio abbiamo giocato molto e c'è stato meno tempo per allenarsi, mentre la sosta a Dubai è stata più una cosa di marketing che un vero e proprio richiamo atletico. Questo secondo me ha influito sugli infortuni, e di conseguenza sui punti in classifica".
 
QUESTIONE DI SOLDI - Una critica in piena regola alla scelta societaria di programmare il periodo di preparazione tra la sosta natalizia e la ripresa della stagione a gennaio nella solità località esotica sede del principale partner commerciale del Milan. Mossa economicamente impeccabile, visto il prestigio esercitato da una sfida come quella giocata contro il Real Madrid e per gli introiti finiti nelle casse della società, ma rivelatasi clamorosamente sbagliata per una squadra che, dovendo giocare principalmente su un solo fronte (il campionato) e puntare con forza all'obiettivo Europa, aveva la necessità, quasi l'obbligo, di puntare tutto su una condizione atletica ottimale, a maggior ragione alla luce dell'inferiorità tecnica rispetto a tante concorrenti.

PAROLE DA LEADER - Bonaventura, a differenza di molti suoi compagni di squadra che continuano a preferire le frasi fatte, le parole diplomatiche e di circostanza, non ha avuto paura di attaccare al cuore il problema. Il Milan non corre? Ecco come stanno le cose. Siamo assolutamente certi che in via Aldo Rossi questa presa di posizione non sia stata gradita, come dimostra anche la scelta mediaticamente azzeccata di farla emergere solo oggi, a due giorni dalla stracittadina contro l'Inter, quando il rischio che si perdesse nel flusso di notizie era altissimo. Ma i veri leader di uno spogliatoio, e la storia del club rossonero è piena di esempi come questo (Baresi e Maldini sono per citarne alcuni), sono quelli che aprono poco la bocca per far parlare il campo e quando lo fanno non hanno problemi a dire cose scomode per scuotere l'ambiente. Frasi da capitano. Ci pensino bene al Milan...
Andrea Distaso