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L’Inter, negli ultimi anni, si sta togliendo diverse soddisfazioni a livello giovanile. Titoli e talenti messi in vetrina come Federico Bonazzoli, attaccante classe 1997. Tutta la trafila nel settore giovanile nerazzurro prima della cessione alla Sampdoria nel gennaio scorso. Sei mesi non facili per la punta bresciana prima del passaggio, nello scorso gennaio, in prestito al Lanciano.  Inter e Juventus rivali sul mercato, con il club bianconero che potrebbe soffiare il talento proprio ai rivali, che vantano un diritto di recompra. Calciomercato.com ne ha parlato in esclusiva proprio con il diretto interessato. 

L’altro ieri alcuni dei suoi ex compagni di squadra dell’Inter hanno vinto la coppa Italia Primavera. Che ricordo ha di quel gruppo e del lavoro del tecnico Vecchi? 
"Purtroppo ho avuto la sfortuna di lavorare per poco tempo con Vecchi. Secondo me è una persona splendida ed un bravissimo allenatore.  E’ molto preparata e anche a livello umano: sono contento per i miei ex compagni, con alcuni di loro sono cresciuto e so quanto meritano questa soddisfazione". 

Dall’Inter alla Sampdoria e adesso al Lanciano. Com’è nata questa opportunità e che bilancio può trarre da questi mesi in Abruzzo? 
"Io avevo bisogno di giocare. Giustamente la Sampdoria è un club ambizioso, con una grande storia, non era facile per me. Ho preferito fare un passo indietro, tra virgolette,  anche se non lo è perché sono giovanissimo e la serie B resta un campionato difficile e importante. Sono venuto al Lanciano perché è stata la squadra che più mi ha cercato e voluto rispetto alle altre. Non mi pento della scelta, ho segnato il mio primo gol tra i professionisti e spero di farne altri per salvare il Lanciano". 

Di Francesco, Bonazzoli e Marilungo: un Lanciano che punta sui giovani e ha un attacco importante per la categoria. Per lei c’è da lottare per trovare spazio…
"So che c’è molta concorrenza, credo sia importante perché ti spinge a dare sempre il massimo. Hai nominato due ragazzi eccezionali: non sono un tecnico quindi non li presento ma a livello umano sono dei compagni fantastici. E’ bello condividere questo periodo con loro, davvero". 

Il vostro tecnico Maragliulo è un vero e proprio martello in panchina, la sprona a migliorare anche dal punto di vista tattico… 
"E’ verissimo, con la sua nomina sono arrivati i risultati. Adesso ci siamo un po’ fermati, veniamo da un paio di risultati non positivi. Ci tiene tutti sulla corda, sia quando abbiamo fatto quella lunga striscia positiva, sia ora che le cose non stanno andando per il verso giusto. Ci tiene sempre sulle spine, è giusto così". 

Sabato andrete  a Latina, un campo ostico, in quello che sarà un vero e proprio scontro salvezza. Vi accontentereste anche di un pari? 
"Bisogna andare sempre con l’obiettivo di vincere la partita, mai di pareggiare. Un successo ci darebbe uno slancio in classifica notevole, è una gara importante per noi". 

In questi primi anni nel calcio professionistico ha avuto modo di giocare con campioni come Mauro Icardi. Che ricordo ha dell’argentino? 
"Ho trascorso molto tempo, fortunatamente, con la prima squadra e con Icardi avevo un ottimo rapporto. Prendevo spunto da lui per come si muove in campo. E’ una persona per bene, generosa. Aiutava molto spesso noi più giovani, ad inserirci nel gruppo". 

Si sente più una prima o una seconda punta? 
"Mi piace svariare su tutto il fronte. Gioco per fare gol, posso considerarmi prima punta ma cerco di aiutare anche la squadra". 

Caratteristiche alla Eder, suo compagno di squadra alla Sampdoria… 
"E’ un ragazzo eccezionale, sempre sorridente e disponibile con tutti. In campo sta facendo vedere cose importanti, una stagione strepitosa. Adesso è esploso definitivamente, magari qualcuno non se l’aspettava. Con tutto il talento che ha il gol arriverà presto". 

Lei ha bruciato le tappe:  esordio a sedici anni in Europa League, secondo solo a Pellegrini nella storia dell’Inter. L’etichetta del golden boy, coniata nel torneo di Viareggio, è stato un peso? 
"No, non è stato un peso. Quando uno fa le cose fatte bene è giusto che riceva i complimenti. Devi essere bravo a tenere i piedi per terra e cercare di fare meglio sempre. Non bisogna montarsi la testa se si vogliono raggiungere gli obiettivi. Non voglio pensare di essere chissà chi, sono un ragazzo di diciotto anni e ho tutto ancora da dimostrare, ho una carriera davanti". 

Che ricordo ha di quella gara con il Saint-Etienne, schierato titolare da Walter Mazzarri? 
"E’ stato fantastico, c’erano cinquantamila persone allo stadio. Come ho sempre detto, non smetterò mai di ringraziare Mazzarri che mi ha dato una possibilità unica.  Penso che sia stata una delle cose più belle che mi sono capitate. Ogni tanto vado a rivedere le immagini, le foto di quella serata. Giocare nell’Inter è stato un motivo di orgoglio". 

Che tipo di allenatore è Mazzarri? 
"E’ molto preparato, le sue squadre sono sempre molto organizzate. Gli devo molto, spero di rivederlo molto presto su una panchina perché è strano il contrario. Con lui mi sono trovato veramente bene, non mi aspettavo di essere trattato da giocatore della Prima squadra. Ho dei ricordi di lui maginifici". 

Lei non ha rimpianti per come sono andate le cose con la cessione alla Sampdoria? 
"Io l’ho vissuta sapendo che il lavoro del calciatore è anche questo. Penso che la società fa i suoi e i nostri interessi". 

Quindi non rimase deluso dal fatto che poteva puntare su di lei per il futuro? 
"No, assolutamente. E’ stata una scelta che abbiamo preso insieme, di comune accordo. Io non ho rimpianti, ho sempre dato il 100% per la maglia nerazzurra. Anche l’Inter con me si è comportata sempre in modo esemplare: mi ha messo nelle condizioni di esprimermi al meglio. Io sono tranquillo, so di aver fatto la scelta giusta. I rapporti con l’Inter sono buoni, non posso sputare nel piatto dove ho mangiato". 

Lanciano può essere il trampolino di lancio per conquistare un posto da titolare nella formazione di Di Biagio? 
"Sicuramente, senza Nazionale un giocatore può considerarsi completo a metà:  tutti sognano di vestire la maglia azzurra, io in primis. So che se lavoro bene qui a Lanciano le cose poi arrivano piano piano. Sinceramente mi pongo degli obiettivi e questo è uno di quelli". 

La Juventus manda spesso degli emissari al Biondi per seguire i giocatori di loro proprietà ma anche per seguire lei e Di Francesco. Cosa sa di questo interesse? 
"Sono rumours, quando sento accostare il mio nome alla Juve mi sento orgoglioso. La storia del club non la scopro io. Penso al campo e a fare bene, tutto dipende da me. Spero un giorno di giocare nella Juventus, è una squadra storica. Forse la più acclamata in Italia, sono cose che mi fanno molto piacere". 

Qual è il giocatore a cui è  più legato? 
"D’Ambrosio, è un ragazzo eccezionale. Ci sentiamo quasi tutti i giorni, mi ha aiutato tantissimo. Mi dava  molti consigli, un vero amico. C’è sempre stato, nei momenti belli e in quelli brutti". 

Ha conosciuto il presidente Ferrero, un personalità spesso fuori dalle righe… 
"E’ una persona perbene, ci tiene tantissimo alla Sampdoria. Noi lo consideravamo quasi come un padre, era tutti i giorni a Bogliasco, ci tiene tantissimo alla Samp. Io posso solo ringraziarlo, mi ha voluto lui". 

Salvezza del Lanciano o un gol a partita fino al termine della stagione? 
"Entrambe, spero di fare almeno un altro gol da qui alla fine.  Non mi pongo limiti, voglio dare sempre il massimo. Non posso dirti quanti gol farò, cerco sempre di dare il massimo". 

Pesto, arrosticini o polenta? 
"Polenta, sono bresciano". 

Muriel o Palacio? 
"Tutti e due". 

Di Francesco o Marilungo? 
"Uguali, così mi metti in difficolta. Maricesco". 

Playstation o un libro? 
"Mi piace la playstation". 

Quale squadra usa di solito? 
"Barcellona o Arsenal, a volte anche il Real Madrid". 

Le piace il tennis: Nadal o Federer? 
"Nadal, senza dubbi". 

Perché? 
"Perché da bambino lo seguivo sempre, non molla mai ed è mancino come me".