Quando l’Atletico Madrid ha segnato l’1-0, Bonucci è stato sfiorato con la mano da un avversario vicino al volto: un buffetto, quasi una carezza. Si è buttato per terra tenendosi la faccia, mentre di sottecchi osservava lo sviluppo dell’azione; come ha visto che si è conclusa con il gol, si è portato destra e sinistra sugli occhi e ha cominciato a contorcersi per terra come se lo avesse colpito un jab di Cassius Clay. Tutto questo mentre Chiellini - e poi altri juventini - circondavano l’arbitro chiedendogli di annullare la rete.

 

Una scena non solo patetica, ma molto peggio: vile, scorretta, antisportiva, diseducativa. Una simulazione bella e buona, che ha trasmesso nel mondo un’immagine pessima di Bonucci e, indirettamente, della Juve e del calcio italiano.

 

Se un attaccante in area simula e viene smascherato dall’arbitro (o dal Var) è ammonito. Nell’epoca pre-Var, quando si otteneva un rigore ingannando il direttore di gara con un tuffo, si poteva essere squalificati attraverso la prova televisiva. E’ quello che dovrebbe capitare adesso a Bonucci e a tutti quelli che si comportano come lui: rimanere in tribuna almeno per una partita. Solo così si può tentare di estirpare il malcostume delle simulazioni.

E non difendiamo il giocatore della Juve con il banale “così fan tutti”. Primo, perché non è vero che lo fanno tutti, e secondo, perché non può scattare una sanatoria semplicemente a causa dell’elevato numero degli scorretti. Si punisca chiunque ha atteggiamenti di questo tipo, anziché accettare che vadano avanti così. Anche perché alla fine qualche volta riescono pure a ottenere ciò che vogliono, con quelle sceneggiate.

@steagresti