Calciomercato.com

  • Bonucci vs Prandelli:| 'Faccio parte della Nazionale!'

    Bonucci vs Prandelli:| 'Faccio parte della Nazionale!'

    Leonardo Bonucci lavora sodo in quel di Vinovo, preparandosi per i prossimi appuntamenti con la Juventus. Innegabile però che il difensore avrebbe preferito, in questi giorni, allenarsi e giocare in azzurro, al fianco e di Chiellini, Buffon e compagni. Paradossalmente però, ora che ha trovato continuità nella Juve, non è stato convocato da Prandelli. Poco male: Leonardo ha la maturità e la serenità per valutare obiettivamente la situazione e per capire che le porte dell’Italia per lui rimangono non aperte, ma spalancate: «Nel calcio non si deve mai dare nulla per scontato e io non l’ho mai fatto - spiega il difensore ai microni di Sky Sport - Certo avrei preferito essere tra i convocati e sono rimasto un po' sorpreso, ma lavorerò per trasformare i pensieri negativi per far sì che diventino poi in un futuro tutte sensazioni positive. Far parte del giro azzurro è bello, sta nascendo una grande squadra e stiamo seguendo un progetto importante. Dico stiamo seguendo, perché mi sento parte della Nazionale, visto che fino sono stato uno dei pochi ad aver giocato quasi tutte le partite».

    Leonardo per altro sta facendo progressi notevoli, partita dopo partita e si è calato perfettamente nei meccanismi della nuova Juve: «Conte mi permette di esaltare al massimo le mie caratteristiche perché con il suo gioco la manovra parte da dietro e questo mi piace molto. Devo però ancora migliorare e sto cercando farlo, eliminando dal mio “repertorio” tacchi e tocchetti e dando più concretezza».

    E la concretezza, oltre all’aggressività e alla ricerca di un gioco offensivo è uno dei punti di forza di una squadra che può recitare un ruolo da protagonista in campionato, sino alla fine: «Possiamo puntare al vertice della classifica. Vuol dire scudetto? Sì, ma bisogna rimanere con i piedi per terra. E’ un torneo combattuto, nel quale possiamo dire la nostra, ma sarà molto, molto difficile, perché ci sono tante squadre in pochi punti».

    Altre Notizie