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Adesso è ufficiale. Fabio Borini è un giocatore della Roma.

La società giallorossa se l’è aggiudicato alle buste, mettendoci 5,3 milioni di euro, contro i 4,2 del Parma. Un finale positivo per la Roma (con Sabatini in testa), che per accapparrarsi il 21enne ha sborsato quasi 9 milioni nel giro di un anno, e per lo stesso giocatore che non voleva continuare ad essere a metà tra due squadre. Anche il Parma in fondo ride visto che ha messo a segno una plusvalenza con i fiocchi e si vedrà versare i 5 milioni e rotti giallorossi entro e non oltre il 5 luglio. Morale della favola: tutto è bene quel che finisce bene.

E a confermarlo sono anche le parole di Borini dette attraverso il suo procuratore: «Siamo molto contenti perché finalmente Fabio ha coronato il sogno che aveva dall’inizio, cioè quello di diventare un giocatore della Roma per intero». I sogni son desideri: «Come ha dichiarato Ghirardi – prosegue De Marchi a Tuttomercatoweb.com – sono arrivate delle offerte, ma noi eravamo concentrati sul passaggio definitivo alla Roma fino all’ultimo e siamo felici che sia andata così. Siamo consapevoli che la Roma ha dato un segnale importante e di conseguenza il ragazzo è veramente felice per l’epilogo. Farà di tutto per cercare di ricambiare la fiducia e diventare un elemento importante per la Roma». L’ad del Parma Leonardi è più contenuto: «La Roma ha voluto a tutti i costi il calciatore e lo ha acquistato. Sostituti? Non servono, Borini è stata un’operazione prettamente economica».

E se il Parma si “consolerà” della perdita con un incasso praticamente immediato, la Roma può dirsi più che soddisfatta. Perché per i giallorossi Borini è tutt’altro che un’operazione prettamente economica: nei piani romanisti l’attaccante è uno di quei ragazzi su cui Zeman potrà dare libero sfogo alle sua migliore qualità, ovvero far diventare campioni giovani di bellissime speranze. E a Fabio Borini il curriculum di certo non manca: l’attaccante 21enne ha chiuso il suo primo anno di serie A con 9 gol all’attivo, attirando su di sé l’interesse di molti club importanti – non solo in Italia – ma soprattutto dimostrando di conoscere il significato dell’essere professionista. (...)

«Il mio segreto è l’ambizione» aveva detto mesi fa a Roma Channel. Un’ambizione che lo porta ogni giorno a prefissarsi nuovi obiettivi. Non molla mai, e la sua esultanza ne è l’emblema: quella mano sinistra di taglio nella bocca, come a voler indicare il coltello tra i denti. Un gesto che è un modo di vivere. Ed è proprio questa sua caparbietà ad avergli permesso una stagione così positiva. In pochi mesi ha cambiato vita e prospettive, Borini. Partito come sesto attaccante nella fila di Luis Enrique, ha scalato posizioni con il lavoro e l’applicazione, entrando in fretta nel cuore della Roma. Fabio Borini è volontà, potenza, ma soprattutto diligenza. E forse è per questo che a molti è risultato quasi asociale, disegnato come se non fosse capace di integrarsi nel gruppo, come un antipatico primo della classe, spesso in disparte e con la mente sempre puntata verso il lavoro. E’ anche vero che lui non ha fatto niente per dimostrare il contrario, anzi.

La sua assenza alle uscite di squadra è saltata all’occhio, come le sue corse solitarie dopo aver segnato un gol. Ma è fatto così. Lui stesso si è definito come il più classico esempio di uomo comune. E’ fidanzato, legge libri di ogni tipo ed è un appassionato di cucina. Bolognese di Padulle di Sala, dove torna appena può, esce ancora con gli amici della scuola, ma in giro si vede poco. Fuori dal campo gli piace ritrovarsi in situazioni tranquille, fa decidere agli amici cosa fare e dove andare, non ama mostrare la sua vita privata. La lascia per sé. Ma forse una caratteristica d’eccezione la possiede: la sua voglia di sacrificarsi per il suo lavoro, per la sua squadra, è superiore a tutto il resto. Requisito che sicuramente a Zeman non è sfuggito. (...)