Calciomercato.com

  • Borioni: Calciopoli non morirà mai

    Borioni: Calciopoli non morirà mai

    Rassegniamoci, non ci libereremo mai e poi mai di Calciopoli. Neanche dopo che l’inchiesta delle inchieste si è cucita addosso una sentenza della Cassazione, se anche non ancora depositata, nell’intento di carpire nuovi consensi. Ma la spaccatura non si è ridotta, anzi. I consensi sono arrivati dai soliti pulpiti e il dissenso dalla solita curva. Quei contenuti in gergo giuridico consegnati con nonchalance in pasto all’opinione pubblica non ce la faranno neanche stavolta a mettere tutti d’accordo sul senso degli epocali verdetti di quasi dieci anni fa. Forse perché il tema riguarda una materia volubile come il calcio, forse perché ci sono state forzature e mancanze, forse perché in Italia qualsiasi verdetto presta il fianco ad immancabili dietrologie. Sta di fatto che Calciopoli, anno dopo anno, diventa sempre più il simbolo della confusione e delle fratture che regnano purtroppo sovrane in questo nostro paese, incapace di percorrere strade condivise, di fare scelte nette e giuste, di sfuggire agli stereotipi. Calciopoli insomma è un fenomeno molto italiano e non c’è occasione in cui venga meno l’occasione di ricordarlo.

    Certo che gli estensori dell’ultimo verdetto ce l’hanno messa tutta... Moggi aveva “un’irruenta forza di penetrazione anche in ambito federale”. Una retorica che avrebbe la pretesa di motivare una sentenza di condanna, ma non identifica chiaramente il reato commesso. E ancora: Moggi era titolare di uno “strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici e ai media televisivi”. Qui c'è spazio per valutazioni inquietanti, anche fuori da Calciopoli. Sono ancora attuali? Il contesto è cambiato? Ma dove eravamo in quegli anni? 

    Oggi, nell’era digitale e della condivisione di mille realtà, è importante sviluppare un racconto verosimile. Altre vicende giudiziarie ci avevano appena narrato di Mafia Capitale e della teoria del “mondo di mezzo” ed ecco che a distanza di pochi mesi, ma dopo molti anni rispetto ai fatti di Calciopoli, la Cassazione parla di “mondo sommerso” anche nel calcio italiano (dell’epoca). Una dimensione nascosta e parallela, come se di qua fossimo tutti buoni e di là tutti cattivi. Ma è (era) davvero così?

    Il racconto che emerge dagli ultimi strali di Calciopoli si fa intrigante, ma perde verosimiglianza, risulta ormai fuori contesto. Dentro Calciopoli, a questo punto, c’è un po’ di tutto. Il racconto è verosimile ma sempre meno realistico. Perché prima del testo della Cassazione (che con il suo rigido linguaggio riferisce anche della “incontroversa abilità di penetrazione e di condizionamento dei soggetti che si interfacciavano” con Moggi) sono state narrate mille altre storie dentro quella stessa storia. Ad esempio, dei nuovi signori della Juve all’attacco della storica proprietà che infine architettò il ribaltone; del potente dg che organizzò il suo sistema per controbattere le sfide mediatiche dei suoi nemici; dei giochi di potere interni alla Famiglia tra un ramo ereditario e l’altro; dei Facchetti e dei Meani; di uno scudetto assegnato a tavolino in fretta e furia; di un avvocato difensore che si disse pronto ad accettare la serie C; di nuovi scandali nel calcio; di un risarcimento record richiesto poi dalla Juventus alla Figc e ora, dopo l’intervento dlla Cassazione, di un risarcimento minacciato dalla stessa controparte.

    Insomma, di teorie fantastiche, reali o più o meno verosimili ne abbiamo ascoltate tante. Chi le racconta, per motivi di tifo o di interesse economico, sente di essere il depositario della verità e magari ci detta pure lezioni etiche e morali. Chi le ascolta, prova a sua volta a raccontare altre storie. 

    C’è spazio per tutto e tutti dentro Calciopoli, meno che per un verdetto che sia davvero davvero definitivo.

    Luca Borioni 

    Altre Notizie