369
A Roberto Rosetti, il designatore arbitrale della Uefa, devono essere rimasti a disposizione solo arbitri olandesi: uno, Makkelie, l’ha mandato alla semifinale tra Inghilterra e Danimarca, e ha fatto fuori gli scandinavi con un rigore inesistente durante i supplementari; un altro, Kuipers, l’ha spedito alla finale che vedrà in campo l’Italia. Conoscevamo l’Olanda, bel Paese accogliente, per i tulipani e i canali, i mulini a vento e i coffee shop.  Ora dovremo aggiungere all’elenco anche gli arbitri: chi l’avrebbe mai detto?

Di sicuro il clima che si è creato attorno all’Inghilterra non è affatto rassicurante per chi - noi - fra tre giorni proverà a strapparle l’Europeo. E’ sospinta da un vento favorevole che sembra quasi inarrestabile nel suo percorso, e non solo per quel rigore. Pensateci: in un torneo itinerante alla fine avrà giocato in casa sei partite su sette, con lo stadio pieno di tifosi nonostante la crescita dei contagi, lasciando fuori dai confini i sostenitori delle avversarie (a parte una manciata di prescelti, i quali avranno accesso a Wembley soprattutto per salvare la faccia ai padroni di casa).

La questione non riguarda il campo ma è più ampia: politica. A livello altissimo. Il premier britannico Boris Johnson è stato l’uomo che di fatto ha fermato la Superlega, facendo in modo che i sei club inglesi iscritti facessero retromarcia. Ha, dunque, salvato la Uefa, che avrebbe paurosamente vacillato se tutti i dissidenti fossero andati avanti compatti nel loro progetto rivoluzionario. Da qui la riconoscenza - quasi la devozione - di Ceferin nei suoi confronti.
In occasione della semifinale tra Inghilterra e Danimarca, Johnson era in tribuna con la maglia della sua Nazionale addosso, nei pressi del principe William. In campo c’era un arbitro olandese. E c’è stato il misfatto. La formazione si ripresenterà a Wembley al completo anche domenica, quando saranno gli azzurri a provare a battere i padroni di casa. Dio salvi la nostra squadra.

@steagresti