Commenta per primo

Non son tutti D'Ambrosio, o Glik, o Rodriguez o ancora Basha e Cerci, nel Torino. Questi sono i giocatori simbolo di una riscossa culminata domenica con la vittoria contro il Bologna. E che ha coperto ogni falla (ambientale, psicologica, tecnica) aperta dalla sconfitta contro il Parma, potenzialmente gravissima nelle conseguenze. Ma che i granata sono stati molto bravi a recintare. Poteva essere l'inizio di una crisi, ha finito per risultare uno spiacevole incidente di percorso. Nell'immediata capacità del Torino di ritrovarsi, il peso, l'apporto dei singoli, non è però stato omogeneo. Per un Basha che, entrato dalla porta di servizio, è ora a suo agio nel salotto buono della serie A, c'è un Brighi che ultimamente ha fatto il percorso inverso. Dai piani nobili al seminterrato. In attacco, finalmente, si scoprono le qualità di Sansone, sia nei pressi dell'area avversaria che nei preziosi ripiegamenti. Ma Sgrigna e Meggiorini? Felicità a momenti, incisività a corrente alternata. E ancora va annoverato un Masiello scippato del posto da D'Ambrosio, uno Stevanovic che di ritorno dalla terapia bucolica dovrà tornare quello che può e (alle volte) sa essere.

L'ACCELERATA - Tra i difensori, quindi, chi attende in stazione l'arrivo del prossimo treno, dopo averne visto qualcuno sfilare davanti agli occhi, è Masiello. Due le ragioni 'esterne' per le quali in campo non lo si è più visto: un infortunio che ne ha rallentato la crescita, e l'esplosione di D’Ambrosio, terzino destro prestato alla corsia mancina. Divenuta terra di conquista, per il difensore ex Juve Stabia. Spiegazioni che esulano dalle responsabilità di Masiello, primo a sapere, comunque, di avere qualcosa in più da dare al Torino. Quando impegnato, nella prima parte della stagione, ha alternato prove discrete ad ad altre sottotono. Gare eccellenti o quasi, da parte sua, non si sono ancora viste.

LA SPERANZA - In mediana pareva essere il compagno ideale di Gazzi, e invece, nelle ultime settimane, Brighi gioca con un po' d'affanno, senza la lucidità e la brillantezza che ne avevano caratterizzato le prime uscite ufficiali in maglia granata. Colpa delle primavere (Brighi ha 31 anni)? Del residuo dei pesanti infortuni subiti nelle ultime stagioni? In parte può essere, anche se la speranza è che si tratti di un semplice periodo di appanamento. Fossero affermative le risposte ai primi due interrogativi, infatti, non si spiegherebbe la freschezza mostrata dal centrocampista tra la parte finale del ritiro estivo e i primi appuntamenti della stagione in corso. Sulle corsie, chi deve lottare per riconquistare se stesso e quindi il Torino, è Stevanovic. Escluso dalla gara contro il Bologna da Ventura, che dall'esterno serbo si aspetta più nerbo, voglia, cattiveria. Quel fuoco negli occhi che, lo stesso Stevanovic, ha ammesso di aver annacquato.

NE MANCA UNO - In attacco ci si attende un cambio di marcia da parte di Sgrigna e Meggiorini (in dubbio per Roma, ieri ha svolto un lavoro differenziato). L'ex del Vicenza, a Roma con la Lazio e quindi non un secolo fa, era stato uno tra i migliori. Si ricorderà, a tal proposito, che non aveva preso particolarmente bene la sostituzione con lo stesso Meggiorini. Dove invece Sgrigna ha deluso è stato a Napoli. Un peccato, una sua prova gagliarda sarebbe stata la miglior dimostrazione di carattere, dopo la rabbia per l'uscita dal campo all'Olimpico di Roma. Per Meggiorini il discorso è semplice: dopo la rete di Sansone al Napoli è rimasto l'unico attaccante del Torino a non avere ancora fatto gol (escluso Diop, che però deve ancora esordire). Ecco, una rete, magari decisiva, sarebbe il modo migliore per acquistare fiducia in se stesso, così da sfruttare con più incisività le chance che gli vengono concesse. Contro la Roma il Torino giocherà la 13a gara del suo campionato, per ognuno degli elementi indicati c'è tutto il tempo di riacquisire posizioni nella scala di valori granata. Purché ognuno abbia già intrapreso il percorso che dovrà portare alla svolta. Tutti sono utili, in questo Torino, ma tutti possono anche essere, o diventare decisivi.

(Tuttosport - Edizione Locale)