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Borussia Dortmund-Bayern Monaco può decidere la Bundesliga 2019-20. Vista la differenza di quattro punti in classifica, può chiuderla il Bayern se vince, può riaprirla il Borussia se fa lo stesso.

Per la squadra di Dortmund è uno svantaggio lo stadio a porte chiuse: il muro giallo del Westfalenstadion fa paura anche a giocatori navigati come i bavaresi. Che hanno iniziato la fase post-virus come avevano concluso la fase pre-virus: vincendo. Discorso identico per i gialloneri. Se si sommano i gol delle quattro partite giocate in questo periodo (due più due) da Bayern e Borussia si arriva a un totale di 13 gol. Se si sommano le reti stagionali dei rispettivi bomber, Lewandowski e Haaland, si raggiunge la folle cifra di 82 gol, equamente divisi. Impossibile che Borussia-Bayern deluda.
C’è un aspetto che ci incuriosisce più di altri in questa sfida, perché ci riporta al calcio italiano fino a due stagioni fa, ovvero la differenza tecnica, ma diremmo anche mentale, delle due squadre. Il Bayern dà una sensazione di forza teutonica, lo vedi in campo e capisci che niente e nessuno può scalfirlo: correte, picchiate, dannatevi cari avversari, tanto alla fine vinceremo noi. Il Borussia punta invece su strade diverse, cerca il gioco, magari sbrigativo come un contropiede ben fatto, ma tende a spettacolarizzare il suo calcio. Altrimenti non vince.

Per certe forme e per certi atteggiamenti a noi vengono in mente la Juventus di Allegri e il Napoli di Sarri, la sfida fra la concretezza e lo spettacolo, fra il risultato e il gioco. La Juve di Max (come il Bayern di Flick) entusiasmava per la sua forza dirompente e per le giocate dei suoi interpreti, da Pirlo a Dybala a Ronaldo, come in Baviera accade con Thiago Alcantara, Gnabry e Lewandowski; il Napoli di Maurizio (come il Borussia di Favre) incantava per i movimenti, i meccanismi, le triangolazioni, le verticalizzazioni improvvise dopo un periodo di possesso palla. L’ha sempre spuntata Allegri, vediamo se anche quest’anno sarà lo stesso in Germania.