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Non c'è divieto che tenga. La morsa delle terze parti sul mercato dei trasferimenti di calciatori non si è mai allentata e basta leggere le cronache dal Sud America per averne conferma. La cessione fatta a terzi (investitori, istituti di credito, gli stessi agenti) dei diritti economici di calciatori continua a essere una pratica corrente nonostante la messa al bando da parte della Fifa, entrata ufficialmente in vigore il 1° maggio del 2015. Ne giunge un'ennesima dimostrazione grazie all'analisi di un trasferimento che da giorni, in Brasile, viene dato in procinto di realizzarsi. Il calciatore coinvolto è il portiere Ivan Quaresma da Silva, il cui passaggio dal Ponte Preta al Corinthians sarebbe imminente. E si tratta di un trasferimento che, se concluso, confermerebbe quanto le third party ownership (TPO) siano vive e vegete a quasi 7 anni dalla loro proibizione.

Il rapporto promiscuo col Corinthians – Classe 1997, una trafila compiuta nel Ponte Preta dalle giovanili alla prima squadra, Ivan è in Brasile un portiere quotato. Titolare indicato della nazionale olimpica, ha dovuto saltare i Giochi di Tokyo celebrati lo scorso anno a causa di un infortunio al polso. E adesso è in predicato di passare nelle file di uno dei principali club brasiliani, il Corinthians. Se la vicenda stesse tutta nei dettagli fin qui riportati non vi sarebbe alcunché di rilevante. E invece di rilevante c'è molto, perché i dettagli di questo trasferimento sono complessi e per niente trasparenti. Come rivelato da un articolo del sito Globoesporte, l'accordo fra Ponte Preta e Corinthians per il trasferimento del portiere comprende in realtà un terzo soggetto, che sarebbe il vero protagonista e beneficiario dell'affare.

Si tratta di Fernando Garcia, un personaggio che entra in questa vicenda rivestendo diversi e promiscui ruoli. In primis, è l'agente di Ivan, che viene gestito tramite l'agenzia Elenko Sports. Ma è anche fratello di Paulo Garcia, consigliere del Corinthians e candidato alla presidenza del club nel 2020. Non gli è andata bene, ma Paulo Garcia rimane un personaggio molto influente nel mondo corinthiano anche per essere stato lungamente sponsor della squadra tramite Kalunga, un'impresa che commercializza materiale per ufficio. E per completare il quadro dell'influenza che i fratelli Garcia esercitano sul club Timão, va segnalato che da anni Elenko Sports è un'agenzia che negli anni più recenti ha gestito diversi calciatori corinthiani è perciò ha avuto ruolo in numerosi trasferimenti.
Un portiere a saldo del debito – Dunque già sul versante Corinthians ci sarebbe parecchio da obiettare, in termini di possibili conflitti di interessi. Ma nel complesso si tratta ancora di una situazione non a rischio di violare le regole. È invece sul versante Ponte Preta che le circostanze si fanno estremamente discutibili. Perché, come riferito dal sito di Globoesporte e confermato da altre testate, Ivan viene ceduto al Corinthians per saldare un debito contratto dal Ponte Preta nei confronti di Fernando Garcia. Il testo parla di un impegno finanziario assunto dalla precedente direzione del club e cresciuto a dismisura causa incidenza degli interessi. La cifra viene indicata in 11 milioni di reais, che al cambio in euro equivalgono a 1,77 milioni. Ciò che gli autori dell'articolo spiegano è che il trasferimento di Ivan servirà a saldare il debito del Ponte Preta nei confronti del proprietario di Elenko. E da qui emergono altri dettagli. Il Corinthians acquisirebbe il 50% dei diritti sul portiere, che invece dal canto suo diverrebbe proprietario del restante 50%. E comunque, secondo gli autori dell'articolo, quest'ultimo dettaglio sarebbe un paravento perché in realtà quei diritti sarebbero controllati da Garcia, che si assicurerebbe così la possibilità di monetizzare la futura cessione di Ivan da parte del Corinthians. Formalmente Garcia rimane soltanto l'agente del calciatore e entrerà nella trattativa esercitando fra Ponte Preta e Corinthians questo ruolo. In termini regolamentari è tutto quanto secondo i crismi. In Sud America situazioni del genere sono all'ordine del giorno. E la Fifa può soltanto prendere atto.

@Pippoevai