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I tifosi dell'Inter lo chiamavano l'acchiappasogni, ma da due anni a questa parte la carriera dell'ex portiere nerazzurro Julio Cesar è stato un tremendo scorrere verso un lento decadimento. Ma ieri sera, allo scadere dei tempi supplementari della sfida contro il Cile del suo Brasile, dopo aver tremato per la traversa di Pinilla al 120', Julio Cesar è tornato ad essere grande, è tornato ad essere l'eroe che i brasiliani ricordavano, regalando ai rigori a Neymar e compagni l'accesso ai quarti di finale contro la Colombia.

PARABOLA DISCENDENTE - Gli ultimi anni di Julio Cesar, però, sono stati tutt'altro che semplici. Prima la scelta dell'Inter di affidarsi a Samir Handanovic per il futuro della propria porta quando al portierone brasiliano ancora mancava un anno di contratto. Poi il passaggio, fallimentare, a Londra con la maglia del QPR retrocesso sul campo nonostante le sue parate. Un'estate, quella del 2013 tormentata dalla volontà di lasciare Londra con le tante voci che lo volevano in Brasile o, addirittura, di ritorno in Italia con la Fiorentina in cima alla lista delle pretendenti. Ma a mercato concluso il nulla di fatto lo ha relegato ad una prima parte di stagione vissuta da fuori rosa in Championship poi, a gennaio, il prestito al Toronto FC in un campionato (la Major League Soccer) ben lontano dalle competizioni di alto livello a cui era abituato. "E’ stato un brutto momento, perché non stavo giocando per problemi contrattuali. Andavo al parco da solo per allenarmi con i ragazzi del posto e mi ero anche comprato dei guanti per conto mio, perché non volevo che il club lo sapesse" ha dichiarato Julio Cesar in lacrime nel post partita. Nessuno credeva più in un suo ritorno eccetto Felipe Scolari che contro tutti e tutto lo ha convocato in Brasile per farne il titolare della formazione brasiliana nel Mondiale più importante della storia verdeoro.

LACRIME DI GIOIA - E Julio Cesar ha risposto presente, piazzandosi con la solita tranquillità fra i pali della porta del Brasile. I rigori (parati) sono sempre stati la sua specialità e le due parate sui tiri di Pinilla e Sanchez si sono rivelate decisive per la sua nazione. Lo stadio di Belo Horizonte ha gridato a gran voce il suo nome così che le lacrime di paura che l'avevano accompagnato davanti ai tiratori cileni si sono trasformate subito in lacrime di gioia e orgoglio. Il Brasile ha di nuovo il suo eroe che ringrazia quei guantoni comprati di nascosto e gli allenamenti in segreto al parchetto. Il Brasile ai Mondiali può continuare a sognare grazie a lui. L'acchiappasogni è finalmente tornato.