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 Il Gup, giudice dell'udienza preliminare di Napoli, Eduardo De Gregorio ha disposto il sequestro conservativo penale dei beni di Antonio Giraudo ed ha nominato un custode giudiziale. Non si conosce ancora con precisione l'ammontare dei beni sequestrati, ma dovrebbe essere di almeno12 milioni di euro.

De Gregorio ha parzialmente accolto l'istanza del Brescia, parte civile nel processo per il calcio scandalo, che ha quantificato in 60 milioni il danno patito per quella che ritiene l'ingiusta retrocessione in B nella stagione 2004-2005. Nell'istanza, depositata il 27 luglio scorso dall'avvocato Bruno Catalanotti, la società di Corioni ha chiesto il sequestro dei beni di Antonio Giraudo e non della Juventus, della quale il manager era amministratore delegato. Il 14 dicembre 2009, Giraudo è stato condannato a 3 anni di reclusione con rito abbreviato dallo stesso Gup De Gregorio per frode sportiva e partecipazione in associazione per delinquere.

Ha presentato appello ed è in attesa del processo di secondo grado. Il Brescia ha quantificato in 6 milioni il danno per ogni anno di B: siccome sono stati cinque, la cifra complessiva del risarcimento richiesto è di 30 milioni di euro. Il sequestro conservativo penale è una misura cautelativa: diventerebbe operativa qualora la sentenza, una volta passata in giudicato, confermasse il diritto del Brescia ad ottenere un risarcimento. Giraudo vive a Londra da quattro anni e lavora nel settore immobiliare. Ha comunicato alla Consob di aver venduto azioni della Juventus scendendo sotto il 2%.