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Cosa serve al Brescia? In attesa che il calciomercato decolli, le prime idee prendono forma e così i primi movimenti. Se, come pare scontato, la fisionomia del gruppo che ha conquistato la promozione non sarà stravolto, e i vari Mareco, Zambelli, Budel, Caracciolo e Possanzini resteranno al loro posto, i rinforzi andranno distribuiti con intelligenza di reparto in reparto. Un portiere, un difensore, un esterno, due centrocampisti, una prima e una seconda punta: con 7 innesti si può affrontare di slancio il Centenario. Con le possibilità economiche di via Bazoli e l'appeal di un club che punta alla salvezza (non alla Champions League), si può costruire una squadra degna della serie A.

IN PORTA manca qualcosa. Un numero uno c'è e merita la conferma: Michele Arcari, promosso sul campo. Ma occorre un'alternativa, per affrontare serenamente il campionato. In questi giorni si parla di svincolati (Cristiano Lupatelli) e di grandi rientri (Matteo Sereni). A questo proposito, può essere utile Federico Agliardi: classe 1983, dunque né vecchio né giovane, cresciuto nel Brescia (il che non guasta, quanto a motivazioni), soprattutto reduce da un esaltante finale di stagione. Protagonista della salvezza del Padova ai playout, Agliardi ha ancora due anni di contratto, ma a Brescia tornerebbe di corsa.
IN DIFESA il nome caldo da alcuni giorni è Dario Knezevic, nazionale croato al centro di un'asta (Roma, Bari, Cesena, Chievo fanno concorrenza). Dovesse sfumare (oggi si può chiudere, in un senso o nell'altro), fra le alternative spicca Marco Andreolli: imponente centrale di 24 anni, scuola Inter, in forza alla Roma. Già nazionale under 21, vuole disputare la prima stagione da titolare in A e piace a tanti. Anche al Brescia. Serve poi almeno un esterno, visto che Lopez è partito e Rispoli non dovrebbe tornare da Parma. Buona idea quella di seguire Matteo Rubin, mancino dell'87 maturato nelle ultime due stagioni con il Torino. Un laterale sinistro corteggiato pure dall'Udinese, mentre piace anche Gabriele Perico, esterno destro dal gol facile (6 le reti quest’anno) in forza all’Albinoleffe. A centrocampo si può materializzare almeno un grande ritorno. Antonio Filippini, che a 37 anni non fa questioni di ingaggio e promette motivazioni al 1000 per 100 per chiudere la carriera con la squadra della sua città, oppure Stephen Appiah, che dopo tante vicissitudini fisiche e burocratiche a trent'anni sta riscrivendo la storia del calcio africano ai Mondiali, approdato com'è ai quarti di finale con la nazionale ghanese. Piace tra l’altro un regista classico come Alberto Zapater, spagnolo del Genoa (e con i rossoblù nelle prossime ore è in programma un incontro) e inoltre servirebbe un mediano vivace, dall'inserimento facile. Interessante in questo senso Daisuke Matsui, il 29enne nazionale giapponese che il Brescia sta seguendo al Mondiale.

E L'ATTACCO? Caracciolo & Possanzini, si è detto e ripetuto, offrono garanzie anche ad alti livelli ma da soli non possono bastare. Delle punte fin qui nominate ha un curriculum di tutto rispetto Kris Boyd, bomber fra i migliori di sempre nel calcio scozzese, età giusta (27 anni da compiere il 18 agosto), fisico giusto (183 centimetri per 83 chili). Il cannoniere dei Rangers di Glasgow ha un difetto: costa parecchio e ha tante offerte (compresa quella, milionaria, del Cska Mosca). Tra le altre ipotesi per l’attacco è sempre valida la strada che porta a Francesco Tavano (Livorno), mentre quella che indirizza verso Piacenza riguarda Daniele Cacia, esploso proprio con Beppe Iachini sulla panchina biancorossa. Si allontana e di molto invece Cristiano Lucarelli, il cui ingaggio (1.800.000 euro) rappresenta un ostacolo praticamente insormontabile.