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Inizia senza novità in entrata l'ultima settimana di ritiro del Brescia a Storo. Il programma della truppa biancazzurra prevede ben tre amichevoli ed allenamenti doppi ogni giorno (soltanto al mattino invece quando è in calendario un test amichevole). Ieri la squadra ha potuto rifiatare con una mezza giornata libera, al mattino, prima di scendere in campo al pomeriggio per un allenamento più leggero, senza ulteriori carichi atletici dopo il lavoro più intenso svolto nelle prime settimane a Storo. Si è lavorato soprattutto sulla tecnica individuale in una seduta durata un'ora e mezza in cui tutti gli effettivi a disposizione in questo momento sono stati impegnati. E adesso arriva il momento, per Giuseppe Iachini, di lavorare maggiormente sul gruppo, sulle intese e sulla parte tattica, anche se l'auspicio del tecnico marchigiano era di poterlo fare con qualche nuovo innesto.

I TRE TEST (Trento, Montichiari e Larissa) saranno relativamente importanti, non solo perchè in questo momento non ci sono grandi indicazioni che possono emergere da questo tipo di partite, ma anche perchè già si sa che la squadra dovrà essere integrata. Finora il tecnico ha puntato tutto sul 3-5-2 con l'unica variante rispetto all'anno scorso di provare la soluzione con Budel in posizione di mezzala e Cordova mediano davanti alla difesa. Per il resto soprattutto conferme, con il tandem d'attacco Possanzini - Caracciolo che non ha certo bisogno di conoscenza ulteriore ma attende soprattutto di sapere chi sarà il nuovo nome a loro supporto per la fase offensiva. Molto impegnato anche Feczesin che ha cercato di mettersi in luce nell'amichevole con la Feralpi. Il suo nome è tra quelli maggiormente osservati: l'ungherese ha vissuto di alti e bassi queste ultime stagioni ed in questo momento deve far capire quali sono le sue reali chances in vista del campionato di serie A. Al momento può essere la valida alternativa come punta di peso in grado di tenere i palloni, uno buono da inserire nella ripresa quando serve soprattutto uno sfogo per il gioco lungo della difesa. Dunque si vedrà se il Brescia deciderà alla fine di tenerlo oppure dirottarlo per fargli provare un’altra esperienza.

E PROPRIO per l'attacco ieri è tornato in discussione il nome di Antonio Langella, l'ex Cagliari che Iachini ebbe anche a Chievo, dove il tecnico dovette impostare per lui una preparazione ad hoc in grado di rilanciarlo prima di lasciare la squadra (fu esonerato) con un Langella rigenerato che crebbe a vista d'occhio immediatamente dopo anche grazie al lavoro delle settimane precedenti. Dal punto di vista tattico si tratterebbe di inserire un'ala offensiva che per certe caratteristiche di corsa e pressione sugli avversari ricorda il Possanzini degli anni migliori di Reggio Calabria, una sorta di perfetto alter ego dell'attuale capitano. L'attaccante è praticamente emarginato a Bari dove l'anno scorso ha avuto la possibilità di giocare 9 volte e sta solo cercando una realtà in cui inserirsi per essere impiegato con continuità. L'auspicio, se la storia dovesse ripetersi, sarebbe quello di trovarlo già pronto per l'utilizzo per non ripetere le vicende di due stagioni fa.