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Brescia-Pescara sarà la gara di tanti, se non di tutti. Tanti gli incroci del destino nel posticipo di questa sera allo stadio 'Rigamonti'. Da Zeman (allenò il Brescia nel 2006, chiamato a sostituire nel finale di stagione Rolando Maran: undici panchine con due soli acuti) passando per Salamon (giovane centrocampista che ha avuto la sua consacrazione proprio l'anno passato nel Foggia allenato dal boemo) finendo ad Andrea Iaconi, direttore sportivo del Brescia per quindici lunghe stagioni 'diesse' degli abruzzesi. Incroci del destino che si mescolano a quelli di classifica. Le squadre di Scienza e Zeman, appaiate a quota 16 punti in graduatoria: una vittoria per l'una e l'altra squadra vorrebbe dire rimanere in quota promozione.

Beppe Scienza si gioca le sue carte, dovendo fare di necessità virtù nel pacchetto arretrato, dove l'indisponibilità contemporanea di Zoboli e Magli priva il tecnico di due alternative su tre nel ruolo di centrale. Così ad affiancare De Maio toccherà a Berardi adattarsi in quella posizione, con Zambelli a destra e Daprelà a sinistra. Elvetico che vince così il ballottaggio con Dallamano. In mediana il mister di Domodossola schiera i suoi pezzi pregiati, con Salamon centrale nel ruolo di mediano con ai suoi fianchi El Kaddouri e Budel. In attacco inamovibile il tridente delle meraviglie, con Juan Antonio indicato quale uomo chiave per scardinare la retroguardia abruzzese e innescare gli attacchi di Jonathas e Feczesin.

In panchina Scienza si porterà un difesnsore (Dallamano) due centrocampisti (Paghera e Vass), una mezza punta (Scaglia) e due punte (Maccan e Ramos). Gara ad alto tasso di adrenalina, considerando anche la situazione diffidati in casa bianco-azzurra. Jonathas, El Kaddouri e Budel sono in diffida. Per il momento Scienza non ci pensa. Il Grosseto può aspettare.