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E' il 2015 quando Lionello Manfredonia diventa responsabile del settore giovanile del Brescia. Ex centrocampista di Lazio, Roma e Juve, dopo un periodo da dirigente e da procuratore ha deciso di dedicarsi ai giovani e oggi segue i ragazzi de "Il Vero Calcio", accademia di calcio giovanile a Vicenza della quale è l'ideatore. Nelle due stagioni a Brescia, Manfredonia fa crescere i talenti cresciuti in casa sotto ogni aspetto, se li coccola curando anche i minimi dettagli e oggi sorride vedendo dove sono arrivati. Qualche nome? Sandro Tonali, per esempio. All'epoca un ragazzino del quale in pochi si erano accorti: "Era tenuto all'oscuro. Sono stato io a segnalarlo a Piscedda, ai tempi ct dell'Italia B - racconta Manfredonia a Calciomercato.com - e in un torneo tutti si sono accorti di lui. Ma prima, neanche gli osservatori azzurri l'avevano notato". Anzi, qualcuno era anche un po' scettico: "I suoi allenatori dicevano che non aveva il fisico e ci avrebbe fatto fare brutte figure. Io lo facevo giocare sotto età, si vedeva da subito che aveva talento".

Tonali ma non solo. Lei ha cresciuto anche Andrea Papetti, difensore classe 2002 che contro il Verona ha segnato il primo gol in A.
"Ho seguito questi ragazzi quando ero responsabile del settore giovanile a Brescia, erano due giocatori che già da piccoli facevano la differenza. Papetti l'aveva lasciato libero l'Inter, gli ho fatto fare una prova e mi è subito piaciuto: lo facevo giocare con i 2001. Nessuno poteva sapere se sarebbero diventati professionisti, ma in quel periodo abbiamo curato molto bene il settore giovanile e c'erano ottime possibilità di poter emergere. Di quel gruppo, anche Mangraviti ha debuttato in Serie A".

Se lo ricorda Papetti appena arrivato a Brescia?
"Certo, fu il padre di Esposito ad avvertirmi che l'Inter aveva scartato questo ragazzo interessante. Da lì iniziò tutto. Già durante il provino fatto da terzino destro, avevo notato che aveva un fisico importante ed era bravo tecnicamente, c'erano tutti i presupposti per arrivare in alto. Oggi mi pare sia cresciuto ancora di più in altezza".

Su Tonali ci sono tanti club italiani e stranieri, lei dove lo vede meglio?
"Sandro è un ragazzo che ha personalità, può giocare ovunque. Quello che gli consiglio è di andare in una squadra dove possa che lo faccia giocare con continuità. Secondo me il suo ruolo ideale è quello di mezz'ala".

Qual è la sua caratteristica migliore di Papetti e quale l'aspetto nel quale deve migliorare?
"Ha un gran passo ed è forte di testa, ma deve migliorare l'irruenza in fase di marcatura. Deve contenersi nell'aspettare l'anticipo".
Ci racconta un aneddoto su Tonali?
"Giocavamo contro gli Allievi del Vicenza, stavamo perdendo 3-1. Entra Sandro e con una tripletta ribaltò il risultato. Fu l'eroe della partita, anche perché rimase in campo nonostante si ruppe il naso. Ero convinto avesse un grande futuro".

Se dovesse dargli un consiglio, in quale club lo vedrebbe bene?
"Secondo me un anno in una squadra di metà classifica come il Sassuolo gli può fare bene, per poi andare in una big".

Qual è un altro giocatore sul quale punterebbe?
"Mattia Viviani, ieri sera titolare contro l'Atalanta. Anche lui classe 2000 come Tonali, è un giocatore di classe. Ma occhio anche a Mangraviti e Semprini (tutti e due '98, ndr).

@francGuerrieri