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Una scelta saggia, che desiderava fare da qualche tempo. Beppe Iachini è pronto a ridisegnare il suo Brescia con uno schema tattico che da sempre costituisce il tema delle squadre allenate da lui stesso e che sempre bene ha fatto portando grandi soddisfazioni e vittorie. La squalifica di Alessandro Diamanti consegna a Iachini la facoltà di ridisegnare la squadra secondo un 3-5-2 classico, con tre difensori, due centrocampisti larghi in ruolo di terzini e fluidificanti, tre centrocampisti - di cui uno centrale come vero faro della squadra - e due punte di ruolo. In soffitta, per ora, la mezza punta, ruolo ritenuto importante per le caratteristiche di una squadra che vuole offendere ma molto precaria per una squadra che deve soprattutto difendere, com’è il caso del neopromosso Brescia.

Dunque una scelta di cuore e di spirito per Iachini, una scelta per certi versi anche rischiosa che va in controtendenza con le credenze del suo presidente, Corioni, il quale vorrebbe sempre e comunque una squadra votata all'attacco. Facile intuire che la mossa non troverà larghi consensi in società a meno che non si vinca e convinca, ma si sa, il mestiere dell'allenatore è quello di decidere quale vestito migliore fare indossare alla propria squadra. Così Iachini vestirà i panni del sarto, pronto a cucire in maniera scrupolosa i teli sulla fisionomia e le caratteristiche dei propri giocatori per tesserne un vestito scintillante. Il 4-3-1-2 è stato un modulo che nei numeri e nella sostanza non ha fatto benissimo in questa stagione: sei gare, tre sconfitte e tre vittorie di cui due grazie a calci piazzati. Pochi gol, addirittura Caracciolo a segno solo con due rigori, uno a testa per Eder e Diamanti: troppo poco.

Messi a confronto i due moduli, il 3-5-2 della passata stagione aveva ottento maggiori risultati; lo dimostrano le 27 reti di Andrea Caracciolo, il quale sfiorò il trono di bomber della serie cadetta vinta dal suo attuale partner di reparto, ovvero sia il brasiliano Eder. Calcolatrice alla mano, i numeri messi sul piatto della bilancia fa pendere l'ago dalla parte del 3-5-2 inequivocabilmente. Ma il dilemma vero si potrà prospettare solo tra tre gare, al termine della squalifica di Diamanti e il suo nuovo ingresso in squadra. Se il 3-5-2 funzionerà e darà anche risultati, che posizione dare al fantasista toscano? Un dilemma che per ora Iachini non vuole prendere in considerazione, prima vengono le tre gare difficili a partire dallo scontro con l'Udinese. Quando poi arriverà il momento di decidere, ecco che torneranno di moda le forbici, l'ago e il filo, e mister Iachini dovrà nuovamente vestire i panni del sarto. Ma sarà anche un'altra storia.