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Scrive Bertoli nel suo inno al Pescatore: 'Getta le tue reti, buona pesca ci sarà? E canta le canzoni che burrasca passerà' . Beh, Miguel Angel Britos non getta reti ma lancia dalla spiaggia e poi gioca con il mulinello; però canticchia, certo, perché in qualche modo devono passare la burrasca e il tempo. Un bel po' ne è trascorso dal 22 agosto, notte barceloneta da sogno diventata incubo in un crac: c'è il Barça, c'è l'adrenalina del Gamper, ma il piede si rompe e adios. Jella nera, quella del difensore del Napoli, acquistato per stupire e costretto a rincorrere finanche l'esordio in maglia azzurra sin dall'estate. Infortunio lungo e attesa snervante. E in mezzo? La pesca. La sua passione. Il mantra che lo ha accompagnato fino alla guarigione. Pronto. Quasi pronto. Finalmente.

Il calcio, comunque, resta la sua vita: Mazzarri lo aspetta e il popolo azzurro vuole scoprirlo sul campo, e non soltanto attraverso i giudizi lusinghieri e i ricordi di Bologna. Ancora un po' di pazienza e poi Britos potrà rinascere anche al San Paolo; magari in Champions. La grande tappa ambita e sognata sin dalla firma sul contratto, lo stesso giorno della presentazione di Inler. Per ora è fuori dalla lista Champions, tutto dipende dalla qualificazione. La pazienza non gli manca.

(Corriere dello Sport - Edizione Campania)