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Cristian Brocchi, allenatore della Primavera del Milan, intervistato dal Corriere dello Sport, parla di Alessandro Matri, passato in prestito dai rossoneri alla Lazio (squadra nella quale Brocchi ha militato a lungo): All'inizio dell'estate gli avevo detto che sarebbe servito al Milan, ha rifiutato offerte importanti, anche la Lazio aveva fatto un sondaggio. Alessandro non aveva detto no, ma c'era la volontà di restare al Milan."

E ancora: "Le cose poi sono cambiate, si è riproposta la Lazio, l'ha presa al volo, perché era la soluzione migliore, la più giusta. Siamo legati da una profonda amicizia, negli anni ha sempre parlato con me, lo conosco da quando era un ragazzo della Primavera. Tante volte in passato abbiamo parlato della Lazio: se hai una persona vicina che ti indica i biancocelesti come soluzione migliore e quanto si sta bene a Roma, forse è più facile scegliere". 
Matri ha trovato diverse difficoltà negli ultimi anni: "A Cagliari fece benissimo e venne preso dalla Juve. Nelle grandi squadre non è facile. Alla prima stagione bianconera è stato capocannoniere, ma poi ha avuto il giusto risalto, è stato scavalcato da altri, vivendo un periodo di alti e bassi. A livello mediatico non è mai stato spinto. E' un ragazzo umile. Venne pagato tanto dal Milan, che era in difficoltà in quel periodo e Alessandro non poteva risolvere tutti i problemi. L'anno scorso ha fatto bene al Genoa, prima di far vincere alla Juventus la Coppa Italia, segnando gol decisivi a Firenze in semifinale e alla Lazio in finale. Eppure aveva avanti attaccanti importanti come Tevez e Morata". 

I biancocelesti ci hanno provato anche in passato a portare Matri nella Capitale: "La Lazio per tanti anni è stata vicinissima a Matri, anche quando andò alla Juventus nel 2011 si era aperta una trattativa. C'è sempre stata stima da parte della società, Tare lo voleva, non si è mai riusciti a prenderlo fino a pochi giorni fa. Per caratteristiche è quello che serve alla squadra di Pioli. Matri lavora molto per la squadra, non è solo un finalizzatore, attacca molto la profondità, non gioca da solo. Quando un tecnico come Pioli chiede determinati movimenti, avere un attaccante che riesce a farli si trasforma in un valore aggiunto".