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Prima conferenza pre-partita per Cristian Brocchi: il Milan sarà impegnato domani sera allo Stadio Luigi Ferraris contro la Sampdoria, primo dei sette esami che potrebbero valere la conferma per la prossima stagione per l'ex tecnico della Primavera rossonera. Tutte le dichiarazioni di Brocchi ai giornalisti presenti a Milanello, tra cui l'inviato di Calciomercato.com: "Prima di iniziare la conferenza vorrei esprimere il mio cordoglio nei confronti del popolo giapponese, avendo un giocatore in rosa e due componeni nello staff mi sembrava giusto e doveroso fare questa precisazione".

Sulla prossima partita contro la Sampdoria.
"Non siamo entrati sullo specifico, ma avremo tempo per parlare più precisamente quando saremo a Genova. All'interno delle esercitazioni proposte e di quello che abbiamo provato in campo un occhio a quello che potrà fare la Sampdoria è stato sicuramente dato".

Sui primi giorni di allenamento.
"Col cambio c'è una scossa, normale nei primi due giorni in qualche interprete anche un po' di tristezza perché molti erano legati anche da un punto di vista morale a Mihajlovic, come lo ero io perché aveva un rapporto splendido con me. Non sono entrato cancellando la sua presenza, grande rispetto per questa situazione iniziale però allo stesso tempo poi ho visto giocatori vogliosi di ascoltarmi, predisposti al lavoro e curiosi e questo mi ha fatto piacere, è sintomo di professionalità e voglia di fare bene".

Sulle differenze tra Primavera e prima squadra.
"Il fatto di parlare con degli uomini e non dei ragazzi può sembrare più difficile, ma io paro dal presupposto che anche il calciatore più evoluto ha bisogno di certezze e sicurezze, di sapere quello che vuoi da lui. Non esistono giocatori al mondo, o ce ne sono pochi, che vanno in campo senza bisogno di sapere e questa è una cosa importantissima: ho cercato di parlare con tutti anche singolarmente e così si possono gettare le basi per un lavoro che non sarà semplice ma bello ed entusiasmante".

Sarà già il Milan di Brocchi?
"Con tutto quello che si è detto in questi giorni si parlerà solo di questo, se pensassi che domani il Milan giochi già al 100% il mio calcio sarei presuntuoso: non ho questo pensieo, non esistono maghi che possono stravolgere in pochi giorni il lavoro di tanti mesi con altri allenatori. Non è questo il mio obiettivo, domani voglio vedere un 5% da quelli che scenderanno in campo e non di avvicinamento alle mie richieste. Non è tanto, ma se mettiamo un 5% a testa domani può aumentare, bisogna avere la consapevolezza di iniziare un percorso: è atteggiamento, mi aspetto che domani le cose più semplici vengano fatte, che tutti mi diano segnali che si stanno giocando qualcosa di importante. Il pensiero di ogni giocatore non dev'essere l'io ma il noi, questa è la mia impronta: la cosa più importante è pensare al Milan, dimostrare che indossare la maglia rossonera è di vitale importantanza, riportare i valori del club".

Sul 4-3-1-2 e Bonaventura trequartista.
"Jack può giocare in quella posizione, ha le caratteristiche per farlo ma è normale che per risaltare le sue caratteristiche servono delle conoscenze di squadra, nel momento in cui la squadra dovesse riuscire a interiorizzare i miei concetti in quella posizione si può trovare il trequartista o anche una mezzala: si lavora sui concetti, non su cose fisse che possono renderti più prevedibile".

Sulle possibilità di vedere Locatelli titolare.
"In questi giorni ho provato, ma da allenatore devo conoscere: un conto è guardare il Milan da tifoso, un altro da allenatore. Ho fatto esperimenti, nel mio modo di vedere le cose è normale che anche in settimana ci sia una squadra di potenziali titolari ma quello che ci deve essere è che gli altri mi facciano vedere segnali positivi per farmi pensare che anche loro possano darmi certezze in più qualora schierazzi loro. Ho avuto segnali importanti da giocatori che erano nella formazione non titolare, la mia decisione finale dipenderà da tanti fattori: non ho nessuna intenzione di stravolgere niente, non sono un pazzo, i miei giocatori hanno certezze ma non devono avere la sicurezza di niente. Per me è più importante il gruppo e quello che si dà alla squadra piuttosto dei singoli giocatori".

Se le voci sul futuro della società condizionano la squadra.
"In spogliatoio non ne parliamo, abbiamo ben altro di cui parlare. Le cose legate alla società riguarda la società, faranno il meglio per il Milan".

Sulla posizione del trequartista in fase di non possesso.
"Non posso dire le difficoltà che c'erano prima, se erano tattiche o di caratteristiche, sicuramente nella mia testa il trequartista non si allarga in fase di non possesso ma occupa quella posizione di campo, quello che chiederò alla squadra sarà andare avanti ad aggredire, è più facile che correre 50 metri indietro,speriamo di farlo in breve tempo".

Sui problemi dell'attacco e sul momento no di Bacca.
"Non so cosa sia successo, la mia volontà è che gli attaccanti riescano a ritagliarsi spazi utili per concludere, che occupino l'area e che non vengano sempre fuori per cercare palla e basta. L'unica cosa che chiederò è avere comunque un'interpretazione nelle due fasi di un determinato tipo: già in fase di costruzione i due davanti sono i più importanti e lo sono anche quando non si ha il possesso, bisogna avere voglia di sacrificarsi per la squadra e sono sicuro trarranno giovamento anche loro".

Sui limiti psicologici della squadra.
"Ho sempre puntato molto sull'aspetto mentale, anche i giocatori più evoluti hanno bisogno di essere forti mentalmente: nel momento in cui un giocatore si sente libero e ha certezze è anche più forte, se invece non lo è anche la squadra va in difficoltà. Ho sentito spesso dire che questo Milan manca di personalità ma non è vero, ognuno ne ha una, ma avere personalità e conoscenza sono due cose distinte che devono andare di pari passo".

Sul centrocampo.
"Per caratteristiche ho i calciatori per fare il mio gioco, la partita deve essere giocata nel modo migliore a centrocampo, non mi piace il gioco diretto dalla difesa agli attaccanti, il centrocampo è il reparto più importante nello sviluppo del gioco, voglio che passi dai mediani sempre. Mi piace giocare con il rombo perché ti dà sicurezze in più in fase di possesso ed è organizzato in copertura".

Su Balotelli.
"Io non posso pensare che Balotelli interpreti le sue gare come Kucka e non posso pensare che Kucka che le interpreti come Balotelli, ognuno ha le sue caratteristiche: l'importante è che ognuno giochi per la squadra, nessuno può pensare di giocare da solo. Se si mettono le proprie caratteristiche al servizio della squadra ne beneficiano tutti. Ho visto un Mario voglioso, l'ha già promesso in passato che proverà a dare tutto nell'ultimo periodo: in passato sapeva che avrebbe avuto altre possibilità, ora il suo inconscio gli dice che non ne avrà altre e la speranza è che possa davvero sfruttare queste partite per mostrare le sue qualità ma soprattutto dovrà dimostrare di essere legato alla maglia del Milan".

Su Honda.
"Avrà le possibilità di mettersi in mostra, l'ho già osservato questa settimana. Non sarà un Milan che giocherà sempre col 4-3-1-2, potremmo fare anche il 4-3-3, Keisuke può giocare sia da trequartista che da esterno, ha le qualità per fare entrambi i ruoli: lui come tutti gli altri avrà il compito di mettermi in difficoltà. Dal punto di vista nell'atteggiamento è stato ottimo".

Sul piano fisico.
"Ho trovato la squadra in buone condizioni, credo che nell'ultimo periodo ci sia stato più calo mentale che fisico, con la Juve hanno tenuto per tutta la partita tranne negli ultimi 15 minuti. Normale cambiare metodo di allenamento, in questa settimana non abbiamo forzato".

Quando arriverà il Milan di Brocchi?
"Domani sarei contento di vedere il 5%, ma in allenamento in settimana ho visto di più. Quando cominci a giocare la percentuale sale sempre di più. Sappiamo di avere poco tempo, ce lo dobbiamo far bastare".