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Siamo ai saluti. La dedica di Gigi Buffon a Miralem Pjanic è uno di quei regali che non possono fare altro che anticipare il ritiro a fine stagione del portiere bianconero. Decisione presa da tempo in attesa dell'annuncio ufficiale, nonostante un lungo periodo di pensieri e forse ripensamenti. Adesso il capitano guiderà la Juve alla conquista del settimo scudetto consecutivo e della quarta Coppa Italia di fila, obiettivi necessari per cancellare almeno in parte la delusione Mondiale e la beffa di Madrid. Meno quattro alla fine dunque, almeno con la maglia numero uno della Juve, indipendentemente da quante e quali partite giocherà Buffon e quali Szczesny. E poi?

 

LA NAZIONALE – Poi sarà tempo di voltare pagina, continuando a restare nel mondo del calcio che rimane il suo mondo. In particolare da lui, anche da lui, ripartirà il nuovo ciclo azzurro con l'obiettivo di uscire dalla crisi in cui è piombata la Nazionale in questi anni. Buffon dovrebbe avere un ruolo chiave in tal senso, di sostanza non solo di immagine in Figc. Il nome del commissario tecnico a breve verrà svelato, Buffon lo affiancherà indossando le vesti di dirigente in prima linea, non un semplice team manager della Nazionale ma qualcosa di più aspettando di definire il tutto nei dettagli anche operativi. Questo è il poi. Prima però di diventare capitano non giocatore dell'Italia ci sono ancora due trofei da conquistare in qualità di capitano giocatore della Juve: per mille motivi e per come si è sviluppata questa, ultima, stagione sarebbero forse i più belli e carichi di significato di sempre.

@NicolaBalice