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Gigi Buffon lancia la sfida alla Spagna. Il portiere dell'Italia ha dichiarato alla vigilia della finale di Euro 2012


Gigi Buffon, dopo la gara con la Croazia lei aveva detto che l'Italia non avrebbe vinto l'Europeo. E ora?
"L'ho detto perché c'era e c'è una squadra che manifesta in maniera forte la sua superiorità in questo momento nel mondo. Abbiamo un solo problema: che domani incontriamo proprio loro. Ma la buona notizia è che si parte da 0-0".

L'ultima immagine azzurra è la doppietta di Balotelli alla Germania.
"Mario ha fatto molto bene innanzitutto perché di base ha qualità immense e poi perché è entrato in un gruppo di grandi campioni, calcisticamente parlando e non solo. Poi ha trovato un allenatore come il nostro che in più modi è riuscito a farlo rendere al meglio. Ma sicuramente il merito maggiore è di Balotelli stesso".

Dopo la qualificazione al secondo turno aveva detto: la Spagna ha un bonus con noi...
"Era un modo di dire per far sentire la nostra riconoscenza, sentimento che nel calcio molto spesso non esiste. Dissi le stesse parole all'Olanda nel 2008".

Le chiedono sempre chi toglierebbe alla Spagna fra i tanti campioni, cosa dice?
"Sceglierne uno sarebbe un torto verso gli altri. E poi è anche giusto che ci siano tutti i grandi giocatori che fanno parte di questa squadra. Preferisco affrontarli nelle migliori condizioni".

Perché invece dovrebbe vincere l'Italia secondo lei?
"Io credo sia giusto che vinca il migliore e la Spagna ha più probabilità di riuscirci perché viene da un percorso quadriennale di vittorie. Noi abbiamo la consapevolezza che l'Italia è stata una sorpresa, speriamo lo sia fino in fondo".

Dopo l'82 e il 2006, un'altra estate di scandali e un'altra finale per la Nazionale. Gli stranieri dicono che i problemi ci esaltano.
"C'è qualcosa di particolare in noi italiani. Al di là delle chiacchiere, abbiamo un senso di responsabilità, rispetto e amore per la nostra maglia che va oltre qualsiasi nostro limite. Lottiamo per la nostra bandiera, la nostra storia, la nostra nazionale. Anche se alcune volte non è semplice riusciamo sempre a compattare il gruppo e questa è la nostra forza".

Lei sfiderà Casillas, siete considerati i due migliori portieri al mondo.
"Lo stimo molto. Da parte mia, sono felice di essere qui: ero caduto alla centocinquantesima posizione... Spero di essere all'altezza".

Canterà sempre l'inno a occhi chiusi?
"Lo canto con trepidazione perché ci tengo, questa è la mia nazione. Ho perso due bisnonni sul Piave, il mio gesto è il minimo segno di riconoscenza che posso avere per loro".

Il presidente Napolitano è il vostro primo tifoso e vi aspetta al Quirinale, comunque vada.
"In un momento di miseria come questo, una persona intelligente e di buonsenso diventa un gigante e lui lo è".

Anche nel 2006 l'Italia aveva un blocco juventino e la Juventus era ai vertici. Quali analogie vede?
"Nel 2006 non abbiamo vinto neanche lo scudetto, così bene non stavamo mica... Sicuramente avere un gruppo di giocatori rodati e affiatati fa bene, semplifica il lavoro dell'allenatore. Ma questo indipendentemente dal club che dà più giocatori alla Nazionale. Le emozioni e la fiducia sono le stesse di sei anni fa, se poi l'esito sarà uguale bisognerà attendere solo domani per saperlo".