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  • Buon viaggio, Udinese

    Buon viaggio, Udinese

    omenica 11 settembre, ore 15, Via del Mare: comincia qui il campionato dell’Udinese chiamata a dimenticare il quarto posto dello scorso anno e ripartire da zero. O meglio, ripartire da 1, da Totò Di Natale, il Capitano che vuole continuare a far stupire tutti. Per lui e per la squadra è alla ricerca del terzo titolo di capocannoniere (solo Plaini e Nordhal ce l’hanno fatta prima). Gli scommettitori non puntano su di lui però: i suoi 117 gol fin qui segnati (87 nelle ultime 4 stagioni, un record) non bastano a creare fiducia attorno: non è favorito nella corsa al titolo. Davanti a lui mostri sacri come Ibra, ma anche nuove entrate come Cissè.

    Non è favorita per ripetersi, di conseguenza, nemmeno l’Udinese. I parrucconi delle agenzie la posizionano a metà classifica. E’, probabilmente, la realtà con cui dovremo scontrarci. Troppi cambiamenti non portano mai grandi risultati. 
Guidolin l’anno passato raccontò, quando i problemi esistevano eccome, di pensare di avere una squadra da 60 punti. Si sbagliava: l’Udinese valeva di più. Oggi chissà che ne pensa. In estate dopo un’amichevole senza troppo significato disse che i veri pensieri li teneva per sé. Pochi giorni fa ribadì che le cose dette sul mercato rimarranno sempre circoscritte a quattro mura. Si volta pagina, il senso delle sue parole. E, cosa più importante, tutti assieme. Basta pensare a quel che è stato o avrebbe potuto essere.

    Qui oggi non c’è più Saanchez, ma c’è Torje: piace già il rumeno. Un po’ per quel poco fatto vedere al Bruseschi, un po’ per come si è presentato.
    Siccome le cose buone non si buttano, quest’anno è molto probabile rivedere il 3-5-1-1, e e siccome Torje c’è a Lecce, per la prima, si dovrebbe partire con lui e Di Natale. Due generazioni a confronto. Anche caratterialmente diversi, i due. “Zeus”, ha definito Totò il “piccolo Messi”. Soprannomi che tutti sperano prendano presto senso.
    Dietro a loro non c’è più il metronomo Inler: tanti muscoli però con Pinzi, Badu e Asamoah. Sicuramente sarà dura partire in contropiede per gli avversari, se la squadra rimane compatta. Sulle ali Isla e Armero, chiamati a ripetersi dopo lo splendido campionato scorso. Molto gioco sembra che partirà da loro: una responsabilità in più, con sulle gambe ancora la Coppa America. C’è Pereyra dietro che potrebbe aiutare. Il visto è arrivato, a Lecce andrà in panchina.
    Dietro il giovane Ekstrand, la nuova scommessa, Danilo e Domizzi. Questi dovrebbero essere gli undici di partenza. L’importante è però comunque partitre. Il viaggio sarà lungo, c’è bisogno di tutti. Patire bene sarebbe opportuno per far dimenticare ulteriormente il passato. Partire tenendo strette le cose buone del passato (Di Natale, ma anche Pinzi, Armero etc) e mettendo in mostra le speranze future. Si comincia. Buon viaggio, Udinese.


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