La prima vita di Nicolas Burdisso, quella dentro il campo, è appena finita. Ma l'ormai ex difensore argentino non perde tempo a voltarsi indietro. Per lui lo sguardo è già rivolto al futuro e alla nuova carriera da allenatore che intende intraprendere: "Il calcio è la mia passione - ha raccontato al Secolo XIX - vorrei continuare in questo mondo e ho sempre saputo che sarebbe stato così. Mentre ero a Genova ho fatto il corso da allenatore e ora voglio continuare: mi piacerebbe tanto allenare".

Lascia senza rimpianti Burdisso, dopo aver vinto tanto a livello di club, con Boca, Inter e Roma, e di nazionale, tra cui un oro olimpico. E anche se le ultime stagioni non hanno arricchito la sua bacheca personale, sono state comunque utili per farlo crescere umanamente: " Il Torino ha preferito dare più spazio ai giovani ed è stato giusto così, non ho nulla da dire. Io, come l’anno scorso quando ho lasciato il Genoa, avrei continuato a giocare, ma volevo qualcosa che mi facesse tenere alta la motivazione, che mi desse lo stimolo giusto, non giocare per giocare. E così ho rifiutato offerte di diversi club di A, europei e argentini. Ho avuto colloqui ma non si è concretizzato nulla e ho preso questa decisione, ormai quello che dovevo fare l’ho fatto e ne sono orgoglioso. Ho realizzato quel che sognavo da bambino".
Ora è il momento di voltare pagina e provare l'avventura in panchina. E magari un giorno tornare a guidare il Genoa da tecnico: "Me lo auguro: ho sempre detto che il modo in cui si vive il calcio a Genova è molto simile a come lo vivo io. Sarebbe un’ipotesi che mi motiva molto, anche se per ora sono contento che sia tornato Juric".