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Sono numeri drammatici quelli evidenziati dal Manchester United a proposito dello stato finanziario del club. Gli effetti dell'emergenza coronavirus, che hanno colpito anche la ricca Premier League causando un crollo degli introiti televisivi e pubblicitari con la sospensione del campionato, c'entrano però soltanto in parte. Il responsabile finanziario dei Red Devils, Cliff Baty, ha riferito che al 31 marzo scorso l'impatto del Covid-19 è stato di 23 milioni di sterline - circa 26 milioni di euro - una cifra destinata a salire ulteriormente in virtù delle incertezze legate alla ripresa del campionato.

NUMERI CHOC - Ma il dato più spaventoso è quello relativo all'indebitamento complessivo del Manchester United, salito a 429 milioni di sterline, quasi 480 milioni di euro: un aumento di 142 milioni solo negli ultimi 3 mesi, il 42% in più rispetto allo scorso anno. Numeri che metterebbero in ginocchio qualsiasi azienda e che, al di là delle spiegazioni fornite dagli amministratori della società, mettono ancora di più nell'occhio del ciclone il ruolo della famiglia Glazer, proprietaria del club dal 2005, e soprattutto del vice-presidente esecutivo Ed Woodward, ritenuto dalla stampa inglese e dai sostenitori dello United il principale responsabile del disastro economico e della ancora più fallimentare gestione sportiva.
SOLDI SPESI MALE - L'ultima Premier League risale ormai al 2013 e in campo internazionale, esclusa la vittoria dell'Europa League 2017 sotto la guida di José Mourinho, i Red Devils hanno stentato, raggiungendo l'ultima finale di Champions League nel 2011 e non andando mai oltre i quarti nelle altre 6 occasioni (con due eliminazione ai gironi) dall'addio di Cristiano Ronaldo, avvenuto nell'estate 2009. Tanti milioni di euro spesi, male, nell'ultimo decennio e risultati che hanno iniziato ad essere lontana dalla tradizione di un club che, principalmente nella trentennale era di sir Alex Ferguson, si era affermato come uno dei più blasonati e importanti a livello europeo. E le parole del solito Woodward sulla prossima sessione di calciomercato, destinata ad essere al ribasso un po' per tutti ("Pensare a trasferimenti milionari va contro l'attuale realtà nel calcio") getta un'ombra ancora più inquietante sul futuro prossimo di quella che oggi può definirsi una nobile decaduta.