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Due attaccanti diversi in tutto. L'idea di base, ma qui si parla dell'era Donadoni appena tramontata, era quella di inserire in organico una punta agile, capace di girare al largo dell'area di rigore, abile nella rifinitura come nei pressi del portiere avversario. E nel mirino era finito Thiago Ribeiro, detto Ribery , classe '86, fisico da prima punta (185 centimetri per 74 chili di peso forma), ma passo da trequartista. Il giocatore giusto per integrarsi con Nenè, da affiancare e lanciare, cercando di parlare il linguaggio del piede fatato con Andrea Cossu, ma anche mettendo dentro qualche pallone (per lui 48 reti in 144 presenze col Cruzeiro, dal 2008 a oggi), rinverdendo i fasti di quel Jeda troppo facilmente regalato al Lecce la scorsa estate.