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Eusebio Di Francesco, allenatore del Cagliari, parla ai microfoni di Sky Sport al termine della partita vinta 3-2 contro il Torino: "Abbiamo preparato la partita mettendoci a tre in fase di sviluppo e alzando Zappa sulla destra per creare subito superiorità numerica. In quella zona abbiamo creato grande difficoltà al Torino. Nel secondo tempo l’abbiamo fatto un po’ meno, ma sono contento di come abbiamo disputato la prima frazione di gioco. Un po’ meno sul piano della gestione delle ripartenze, visto che abbiamo subito due gol per via di qualche errore di superficialità. Ci può stare: è nel gioco delle parti e ci sono anche gli avversari. Sono soddisfatto di quello che abbiamo mostrato: la squadra sta crescendo”.

SU SOTTIL - “Fa piacere quando dall’altra parte vedo disponibilità. Riccardo è venuto qui con grande umiltà e sta seguendo quello che gli chiedo con grande determinazione. Gli manca un po’ la fase realizzativa, ma ci lavoreremo. E’ stato bravo in Under 21 a fare gol: adesso manca qui a Cagliari, ma sono convinto che con queste prestazioni prima o poi arriverà. Dobbiamo parlare anche di Zappa: un ragazzo che viene dalla Serie B e che ha giocato con grande personalità. Ha commesso qualche errore difensivo, mala crescita passa anche da certi errori”.

SULL'IMPORTANZA DELLA VITTORIA - “Sono importanti i risultati, perché aiutano a creare autostima all’interno del gruppo. Siamo entrati subito in sintonia con la società. A livello generale il Cagliari ha voglia di crescere, ma non mi sono stati chiesti risultati particolari. Mi è stato chiesto di dare un’identità forte a questa squadra e siamo qui per lavorare in questo senso. I risultati ci daranno una grossa mano e un minimo di ambizione può sempre dare una mano”.
SU PAVOLETTI - “Alla lunga servirà anche l’innesto di Pavoletti, che viene da un anno di quasi inattività. Sta trovando la condizione ottimale e assicuro che ha uno spirito impressionante. Meriterebbe di giocare sempre per come sta affrontando questo periodo, che per un calciatore non è assolutamente facile. Avremo bisogno di tutti: Simeone mi piace, perché è disponibile a capire quello che gli chiedo. Sta giocando sempre di più per i compagni e meno per sé stesso. Nandez per me oggi è stato il migliore in campo, peer come ha interpretato la gara”.

SUL 4-2-3-1 - Sto togliendo qualcosa di mio per dare qualcosa ai giocatori, cercando di farli esprimere al meglio per quelle che sono le loro caratteristiche. Se avessi potuto cambiare qualcosa l’avrei fatto, ma per ora va bene così. Sono contento per come sta giocando Joao Pedro da trequartista, ma sono convinto che possa fare ancora meglio".