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​E alla fine se non tutti felici, almeno tutti contenti. Sì, perché con questo zero a zero, con questo punto a testa, Fiorentina e Cagliari si mettono alla finestra e aspettano il risultato del Benevento a Bergamo per sentirsi finalmente fuori da ogni rischio. Ma, comunque vada su quel campo, tutte e due le squadre hanno già fatto un altro lungo passo avanti verso la salvezza. Ora virtuale, più tardi chissà.

Non che se la prendano comoda, il Cagliari e la Fiorentina. Questo no. Anzi, si danno da fare, recuperano e alzano subito la testa e cercano l’attacco. Cammina pure rapida la palla, cosicché l’impressione è che la partita possa svoltare da un momento all’altro. Ma col passare dei minuti quell’impressione diventa un’illusione. Perché è vero che il pallone viaggia, ma alla fine resta sempre là: trenta metri nel prato della Fiorentina e trenta metri dall’altra parte. Cambia di proprietà, ma sta sempre là e solo raramente s’aggira dalle parti dei portieri.

Insomma, tant’agitarsi per niente o quasi niente. Tant’è che il conto a fine primo tempo è d’un paio di sparacchiate del Cagliari senza brividi per la barba di Dragowski e… e praticamente neppure un pensiero per l’uomo-Cragno sardo.
Cosicché, non rischiasse d’essere poco elegante verso tutte e due le squadre, si potrebbe tranquillamente dire che tutto il primo tempo è una scocciatura senza fine. Tiri in porta zero, infatti. Ma tant’è. Anche se forzando - ma parecchio - il ragionamento, si potrebbe dire che il Cagliari s’atteggia a squadra che vuole “fare la partita”, mentre la Fiorentina resta assai più accorta cercando, appena può, la profondità. Ora con Kouamè, ora con Vlahovic, entrambi, però troppo soli là davanti per poter diventare anche solo un po’ pericolosi.

Insomma, partita bloccata. Bloccata dalla tattica accorta di tutti e due gli allenatori? Beh, se si vuole, si può dire anche così. Ma la verità, probabilmente, è che a tenere il pallone bloccato là in mezzo è la paura. La paura di non portare via dal campo manco quel punto buono per far sentite Cagliari e Fiorentina più tranquille. Per tener lontano quell’inferno nel quale erano cadute e dal quale poi si sono tirate fuori giusto in tempo. Un punto, insomma, per una salvezza virtuale, in attesa degli altri risultati, magari già subito per un profondo sospiro di sollievo.

Nel secondo tempo, in verità, qualcosa cambia. Ci prova Semplici ad essere più propositivo. L’allenatore fiorentino del Cagliari, infatti, ammette l’errore e torna al solito disegno, insoddisfatto com’è della difesa a quattro messa in campo. Addio novità, dunque, e ritorno ai tre là dietro con Carboni che rileva Zappa. Torna al Cagliari degli ultimi buoni risultati, insomma, la squadra di casa. Mentre Iachini è costretto a mandare in campo Terracciano al posto dell’acciaccato portiere titolare.

Bene. Con la difesa a tre e con Lycogiannis restituito al centrocampo, il Cagliari diventa un poco più padrone del pallone. E porta sul prato anche un po’ più d’animo, di voglia. Anche se in verità la Fiorentina rischia poco. Non si lascia intimidire. Continua a ragionare e ad occupare il campo con tranquillità. E poco dopo il quarto d’ora (63’) Iachini fa di più: richiama Kouamè - spentosi dopo un avvio appena appena luccicante – e porta in campo Castrovilli, con Bonaventura che si piazza alle spalle del povero Vlahovic, campione abbandonato là davanti.

Che cosa succede? Succede che qualche pallone alto piove in area viola, ma la cosa non impensierisce i 193 centimetri di Pietro Terracciano. E non danno conseguenze manco i rari tentativi con la palla bassa in area della Fiorentina. Ma in panchina, quasi non si rassegnano al pareggio i due allenatori. Semplici, infatti cerca un po’ più di freschezza con Deiola al posto di Marin a centrocampo e Iachini risponde tirando via Bonaventura e provando a tenere più bassi i difensori sardi portando in campo Callejon. Botta ed risposta tra gli allenatori, mentre in campo le cose vanno avanti sempre allo stesso modo: Cagliari che spinge ma senza dare mai troppo ordine e senso alla manovra e Fiorentina che tappa i pochi buchi che ci sono. E quindi finisce così, com’era cominciata. Un pari non annunciato, ma comprensibile. Di quelli che alla fine fanno bene a tutte e due le squadre.



IL TABELLINO

Cagliari-Fiorentina 0-0 (primo tempo 0-0)

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Zappa (1' s.t Carboni), Ceppitelli, Godin, Lykogiannis (40' s.t Cerri); Marin (29' s.t Deiola), Duncan, Nandez; Nainggolan, Joao Pedro, Pavoletti. All. Semplici

Fiorentina (3-5-2): Dragowski (1' s.t Terracciano); Igor, Pezzella, Milenkovic; Biraghi, Bonaventura (30' s.t Callejon), Pulgar, Amrabat, Caceres (30' s.t Venuti); Kouamé (18' s.t Castrovilli), Vlahovic. All. Iachini

Arbitro: Maurizio Mariani di Aprilia

Ammoniti: 27' p.t Pulgar (F), 35' p.t Lykogiannis (C), 22' s.t Caceres (F)