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I progetti ambiziosi sono autorizzati dai buoni conti economici vantati dal club di viale La Playa. Attualmente, il Cagliari ha circa 38 milioni di euro di entrate (la maggior parte derivanti dai diritti televisivi, valutabili tra i 30 e i 34 milioni), e circa 34 di uscite, di cui 14 milioni di stipendi, dieci di gestione e dieci di campagna acquisti. Cellino è riuscito nel miracolo di rendere attiva la società, soprattutto tenendo sotto controllo gli ingaggi.

Il calcio ai massimi livelli in Italia può essere uno dei business più redditizi, secondo uno studio dell'agenzia StageUp - Sport & Leisure Business, che ha rilevato come i maggiori incassi televisivi nell'anno in corso permetteranno a molti club della serie A di spostare in attivo i propri bilanci. Considerati i nuovi proventi stabiliti per la vendita collettiva dei diritti televisivi per la stagione 2010/11, lo studio prevede un aumento della redditività media dei club a 400mila euro, dal passivo medio di 8,3 milioni di euro della scorsa stagione. Secondo lo studio, sono sette i club che hanno chiuso la scorsa stagione con i bilanci in attivo: oltre al Cagliari, la Juventus, la Fiorentina, il Genoa, il Palermo, la Lazio e l'Udinese. Essi, con i nuovi introiti televisivi, potranno raggiungere una redditività media del 17,5% sul fatturato, con livelli di profitto pari a quelli dei principali comparti italiani come l'edilizia o l'alberghiero.

Da qui l'intenzione di puntare alla fascia medio-alta della classifica, nel tentativo di tornare in Europa dopo un'assenza di sedici anni. L'ultima volta, infatti, fu nel '94 (semifinale di Coppa Uefa perduta con l'Inter), traguardo centrato da Bruno Giorgi, dopo la qualificazione del campionato precedente ottenuta da Carlo Mazzone. Ovvero, il maestro di Bisoli. Un precedente interessante.

Naturalmente, l'eventuale qualificazione europea costringerebbe il presidente rossoblù a ritoccare verso l'alto gli ingaggi, tenuti appositamente bassi ma suscettibili di variazioni in base ai risultati. Un'eventualità prevista, a cui Cellino farebbe fronte con i premi garantiti dall'Uefa, con i diritti televisivi e con gli incassi allo stadio prevedibilmente maggiori.

In buona sostanza, solo un evento minerebbe la stabilità finanziaria del Cagliari: la retrocessione in serie B. Uno scenario francamente improbabile, soprattutto dopo il roboante 5-1 inflitto alla Roma non più tardi di cinque giorni fa.