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Campionato mediocre, retrocessioni eccellenti. Sul versante della lotta per la salvezza la Serie A ha emesso ieri un verdetto matematico e un altro molto probabile. E a pagarli sono due club della nobiltà calcistica nazionale: il Genoa, che torna in B dopo 15 anni, e il Cagliari, che soltanto due anni fa sognava ben altri traguardi e allestiva squadre per andare a giocare le coppe europee. Pochi a inizio campionato avrebbero previsto la retrocessione di una delle due, nessuno avrebbe previsto la retrocessione di entrambe. Invece il verdetto è arrivato nel caso del Genoa e incombe fortemente sul Cagliari. Che se anche dovesse salvarsi, dovrebbe ringraziare un suicidio della Salernitana e comunque non vedrebbe mutare il giudizio severissimo sul modo in cui la stagione è stata condotta da squadra e società.

Molto ci sarebbe da dire e analizzare a proposito degli errori che su entrambi i fronti sono stati commessi. Ma a noi pare che l'origine di tutti i mali per entrambi i club stia nella gara di andata giocata alla Unipol Domus di Cagliari il 12 settembre 2021, vinta 3-2 dal Genoa in rimonta. Una partita che vedeva sedere in panchina due allenatori dalle sorti già segnate, Leonardo Semplici e Davide Ballardini, e che a seconda del risultato avrebbe provocato l'esonero dell'uno e soltanto qualche settimana di tregua per l'altro. Come in effetti è stato. Quella domenica finì sotto la ghigliottina Semplici, che in vantaggio 2-0 al 56' vide la propria squadra sciogliersi sotto la rimonta genoana. Confermato dalla società senza alcuna convinzione durante l'estate, il tecnico toscano venne immediatamente messo alla porta dopo sole tre giornate di campionato. Un provvedimento che la società del presidente Giulini prese con una risolutezza non replicata durante la lunga permanenza di Walter Mazzarri sulla panchina rossoblu. Anzi, l'esonero dell'allenatore di San Vincenzo è arrivato quando ormai non serviva più e col solo effetto di non fargli mettere la faccia su una (probabile) retrocessione che sarebbe tutta sua.

Quel 2-3 servì a salvare Ballardini dal licenziamento, ma soltanto per qualche settimana. Il benservito giunse il 5 novembre 2021, dopo un pareggio in rimonta (2-2) sul campo dell'Empoli. Fin lì il Genoa aveva fatto maluccio, ma non malissimo. Stava facendo un campionato 'da Genoa', né più né meno dei precedenti che si erano risolti con salvezze sofferte. Ma evidentemente questo ruolino non è bastato. Sulla scelta di Andriy Shevchenko meglio sorvolare, poiché sarebbe inutile infierire. E quanto a Blessin, va ricordato che ha vinto soltanto 3 partite. Mantenere l'imbattibilità può anche dare morale nel breve periodo, ma alla lunga i pareggi zavorrano la classifica. Come si è verificato.
Quel pomeriggio del 12 settembre fu dunque segnato da un effetto sliding doors che stava per punire Ballardini e invece castigò Semplici. Ma ragionando in termini di “come altrimenti sarebbe andata se”, bisogna chiedersi: e se fossero rimasti entrambi ai loro posti, avrebbero salvato Cagliari e Genoa? Di sicuro non avrebbero fatto peggio di chi li ha sostituiti.

@pippoevai