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Il patron del Cagliari ha convocato una conferenza stampa alla Sardegna Arena a margine del ritiro di Pejo che giunge alle battute finali. Queste le parole del presidente Tommaso Giulini: Ho il grande piacere di accogliere nella nostra casa il Gruppo Unipol che ha deciso di accompagnarci in questo percorso di riapertura degli stadi al 50% della capienza. Ci accompagnerà anche nel percorso verso il nuovo stadio. Oggi è una giornata storica perché è un nuovo mattoncino che ci porterà a costruire la nostra nuova casa”.

SULLO STADIO - “Speriamo che gli stadi riaprano a più del 50%. È anche notizia di ieri che la Regione ha approvato la pubblicazione nel Buras della variante urbanistica. Riteniamo che l’annuncio di oggi si leghi benissimo a quella che speriamo sarà la nuova struttura fra qualche anno, visto che due passi avanti sono stati fatti. Sarete curiosi di conoscere il nome del nuovo stadio: Unipol Domus. Ringrazio Costim e il presidente della Regione che si è esposto per quello che sarà il contributo, circa 30 milioni. E i ringraziamenti vanno anche a Sportium, ci auguriamo che la progettazione si chiuda entro quest’anno. Per la demolizione del Sant’Elia credo si dovrà aspettare fine 2022 o inizio 2023. ​Col Comune c’è un dialogo proficuo. Sugli spazi commerciali deciderà il Comune, non sta a me svelare le idee loro e della Regione”.

Quando sarà presentato il progetto con Sportium? “Mi auguro entro la fine del 2021, al più presto. Sul progetto definitivo la palla è nel nostro campo, ringrazio l’amico Andrea Abodi che fin dal maledetto anno di Serie B è diventato il nostro anno strategico. Abbiamo inaugurato questo stadio anche grazie al lavoro di B Futura, poi Andrea è diventato presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, che ci aiuterà a mettere insieme il finanziamento. Dovrò lavorare molto nei prossimi mesi con Abodi e le banche, credo che Unipol ci darà una mano con la sua expertise”.

SUL PROGETTO TECNICO -  “Sicuramente il supporto, già da subito, di Unipol ci permette di coprire le perdite enormi che ha avuto il club nell’anno e mezzo di pandemia, e di ripartire. Dire con un po’ più di serenità è un eufemismo, con un mercato fermo dove si vedono solo operazioni di prestiti e di scambi e quando non sappiamo ancora quando potremo riaprire gli stadi completamente. È chiaro che è un aiuto piccolo, ma di grandissimo orgoglio: che un’azienda così importante si sposi col Cagliari significa che siamo una società solida, nella quale loro riconoscono programmazione del futuro e lungimiranza. Questo mi aiuta, anche personalmente, a continuare ad ambire a migliorare la squadra e il posizionamento degli ultimi anni. Il 16°, 15° e 14° posto non è quello che ci aspettavamo. Nelle ultime sette partite abbiamo compiuto un’impresa, sull’1-3 col Parma eravamo retrocessi. Attorno a questo gruppo, e abbiamo tre giocatori da sette anni con me. Giocatori come Joao Pedro, Pavoletti, Cragno e Ceppitelli, come tutti i compagni che si sono avvicinati, crediamo di poter ripartire con l’ambizione di fare bene. Abbiamo la voglia di rendere questa casa inespugnabile”.
ANCORA SULLO STADIO - "Presentazione progetto? ​Mi auguro entro la fine del 2021, al più presto. Sul progetto definitivo la palla è nel nostro campo, ringrazio l’amico Andrea Abodi che fin dal maledetto anno di Serie B è diventato il nostro anno strategico. Abbiamo inaugurato questo stadio anche grazie al lavoro di B Futura, poi Andrea è diventato presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, che ci aiuterà a mettere insieme il finanziamento. Dovrò lavorare molto nei prossimi mesi con Abodi e le banche, credo che Unipol ci darà una mano con la sua expertise”.

SUL DIALOGO CON LA REGIONE - “Sta andando bene. Il presidente Solinas ha detto di voler contribuire, sarà un contributo regionale nello stesso ordine di idee di quello deliberato di recente su Bologna. Anche il nostro investimento sarà di circa cento milioni di euro, il contributo addizionale dovrebbe essere di circa trenta milioni. Due capisaldi sono quelli della sostenibilità, perché vogliamo un impianto totalmente sostenibile sotto tutti i punti di vista, e fortemente identitario. Questa sarà la casa del Cagliari, quindi sicuramente sostenibilità e sardità sono due dei capisaldi principali del nuovo impianto. È chiaro che uno degli aspetti che ci preoccupa è che questo 50% di capienza sia fittizio. Se poi ci devono dire che i tifosi devono essere distanziati un metro davanti, uno dietro e uno ai lati magari rischia di essere solo il 30%. Sicuramente il passo di ieri, a mio avviso, non è sufficiente: le nostre aspettative sono diverse. È però anche un momento in cui, soprattutto nella popolazione giovane, i contagi sono in aumento: non è il caso di alzare le nostre richieste, altrimenti rischieremo di essere fuoriluogo. Per noi solo chi ha il Green Pass deve entrare negli stadi: se, fino a prova contraria, le varianti sono coperte dal passaporto vaccinale non vedo perché gli stadi non possano aprire al 100% della capienza”.

MERCATO - A margine della conferenza, il presidente del Cagliari ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport in merito al calciomercato: "Nainggolan? Mi fate sempre parlare di un calciatore che è un calciatore dell’Inter. Questo ovviamente non mi piace, perché è un calciatore a oggi di un altro club".


SU NANDEZ - Nel frattempo continuano i dialoghi con la dirigenza dell'Inter, dopo l'ufficialità di Dalbert: sul  piatto ci sono diversi affari, Naniggolan è sempre al centro dei pensieri dei sardi, a titolo definitivo, ma a breve è previsto un incontro per Nahitan Nandez, vero obiettivo di Inzaghi. Ad inizio della prossima settimana è previsto un ulteriore appuntamento per limare la distanza tra le parti: occhio al nome di Pinamonti, come contropartita tecnica.