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Neanche il tempo di festeggiare l'apertura totale di Is Arenas che salta fuori un altro problema. L'ennesimo, in verità, riguardante l'impianto di Quartu Sant'Elena, anche se non riguardante direttamente il Cagliari Calcio: è di oggi, infatti, l'arresto di due dirigenti del Comune della terza città della Sardegna (Pierpaolo Gessa e Andrea Masala, responsabili dei Lavori pubblici e dell'edilizia privata) e di un impresario edile (Antonio Grussu, amministratore della società Andreoni, vincitrice della gara per i lavori del Piano integrato d'area di Serpeddì-Is Arenas). Per tutti l'accusa è di peculato e falso: la vicenda, resa nota in mattinata, riguarderebbe il tentativo dei tre di appropriarsi di circa 750mila euro, cifra originariamente a disposizione del dirigente responsabile del servizio, stanziata per il succitato Piano integrato d'area. Secondo la Procura di Cagliari, titolare dell'inchiesta, sarebbero state attestate dichiarazioni false, sostenendo di aver realizzato gran parte delle opere dando al Comune un mandato di pagamento per oltre 600 mila euro. Le false dichiarazioni riguardano i dirigenti comunali e la realizzazione di viabilità, parcheggio, recinzione, illuminazioni e reti elettriche attorno allo stadio. Dal punto di vista calcistico, però, il Cagliari non rischia nulla: come dichiarato in una nota emessa dalla società rossoblù, essa è totalmente estranea "all'appalto oggetto dell'inchiesta della magistratura che ha portato ai tre arresti di stamane. 

 

I lavori dello stadio di Is Arenas sono stati eseguiti totalmente a carico del Cagliari Calcio  -  prosegue la nota  -  con soldi del Cagliari Calcio e senza alcun finanziamento pubblico. Non solo, il Cagliari Calcio ha eseguito anche alcune opere di competenza del Comune di Quartu". Nessun rischio, dunque, di rinvio per la prossima gara interna dei rossoblù, il 9 dicembre contro il Chievo.