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8 gol al debutto in un campionato avaro per gli attaccanti come quello italiano non è un bottino da disprezzare, ma Nenè ha in testa un obbiettivo: migliorare. Giocare di più innanzitutto, la conseguenza sarà segnare di più. "Mi piacerebbe fare almeno 14-15 gol, ma per far meglio devo lavorare ogni giorno in allenamento. La concorrenza è forte: ci sono grandi giocatori".

Nuovo allenatore, nuova filosofia di gioco. "Se dovessi stazionare di più in area, per me sarebbe meglio. Sono un centravanti, il mio compito è di metterla dentro. La squadra deve essere compatta, lasciare meno spazio agli avversari".

Ha la reputazione di essere uno specialista sui calci piazzati, ma qui a Cagliari ha avuto poche occasioni di mettere a frutto la sua abilità. "Non ha importanza se le punizioni le tiro io, o Conti, o Cossu. Le batterà chi è più bravo in allenamento, e sa far meglio per la squadra".

Delle sue botte mortifere, ne sa qualcosa Buffon. "Tutti i gol sono belli e importanti, ma quello segnato alla Juventus occupa un posto speciale nella mia classifica".

A Cagliari Nenè è felice, non ha mai pensato di andarsene. "I primi tempi sono stati difficili, nè io nè mia moglie parlavamo la lingua. Ora che padroneggiamo meglio l'italiano, va tutto bene".