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Ora in attacco è emergenza vera. Ad El Kabir, fermo ai box da settembre e non disponibile almeno sino a gennaio, si è aggiunto il brasiliano Nenè, il quale ha subito un infortunio muscolare che lo terrà lontano dai campi di gioco sino a marzo. Brutto colpo per Ballardini che, seppur con un pizzico di rammarico per non aver centrato la vittoria, si stava godendo il primo punto della sua gestione, frutto del pareggio interno contro il Bologna. Out Nenè, punto fermo del reparto offensivo, proprio nella partita con il Bologna l'allenatore rossoblù ha schierato in attacco il colombiano Victor Ibarbo, pupillo del presidente Cellino, che alla fine è risultato tra i migliori in campo. Certo, è ancora giovane e tatticamente indisciplinato, ma è stato l'unico a creare scompiglio nella difesa avversaria. Con Larrivey e Thiago Ribeiro che viaggiano a corrente alternata, il colombiano rappresenta attualmente il potenziale offensivo a disposizione di Ballardini.

Va da sé che è indispensabile un intervento nel mercato invernale a colmare queste lacune. Come sempre accade quando ci si avvicina alla riapertura del mercato, cominciano a circolare i nomi di possibili acquisti. Si va da ipotesi che sanno più di fantacalcio, come l'interessamento per Marco Borriello, poco utilizzato nella nuova Roma di Luis Enrique, a prospettive più realistiche come l'ennesimo ritorno di Robert Acquafresca. Passando per Davide Moscardelli del Chievo e Daniele Cacia del Padova, si fa strada l'idea di riportare uno dei due giovani in prestito in serie B, i quali si stanno ben comportando, figurando tra i migliori realizzatori della serie cadetta. Parliamo di Andrea Cocco, attualmente in forza all'Albinoleffe dove ha messo a segno sinora nove reti, e Marco Sau, che dopo l'esaltante esperienza in Prima divisione con il Foggia di Zeman quest'anno è approdato alla Juve Stabia con ottimi risultati (sei reti il suo attuale bottino). 

Noi tifiamo per il ritorno in maglia rossoblù di Cocco o Sau o magari di entrambi. Sarebbe motivo di orgoglio avere una coppia di bomber 'made in Sardegna' con alle spalle un altro campione fatto in casa come Andrea Cossu. A parte i motivi strettamente 'regionalistici', riteniamo che i due giocatori abbiano l'età giusta (25 anni Cocco, uno in meno Sau) e le qualità necessarie per ben figurare anche nella massima serie. D'altronde i vari Ibarbo ed El Kabir non avevano alcuna esperienza della serie A e provenivano da campionati lontani anni luce dal calcio italiano, quindi perché non provare con due giovani che si sono fatti le ossa nei campionati minori e potrebbero dare un ottimo contributo non solo al Cagliari del futuro ma anche a quello presente?