1
E’ finita. Finalmente, oseremo dire. La stagione 2019/2020 per il Cagliari si è chiusa ieri con la sconfitta a San Siro contro il Milan per 3-0. Un match che per i rossoblù era già difficile in partenza, con le poche forze rimaste e i tanti infortunati o acciaccati che si sono quasi trascinati fino a Milano. La vittoria contro la Juventus di qualche giorno fa aveva calato già il sipario su questo campionato del club del presidente Giulini, il quale, poco prima del match di ieri, ha anche ufficializzato che dal prossimo anno non ci sarà più Walter Zenga sulla panchina del Cagliari.  

In attesa di ripartire con ogni probabilità da Eusebio Di Francesco, facciamo un bilancio su questa stagione lunga un anno, cominciata lo scorso agosto 2019 e chiusa esattamente un anno dopo con la gara di ieri. Partendo proprio da agosto, col senno di poi, si può dire che le avvisaglie per una stagione tormentata c’erano tutte. Dopo la grande campagna acquisti effettuata dal Ds Carli e dallo stesso presidente Giulini, con la ciliegina Nainggolan alla fine, si era partiti come peggio non si poteva, col doppio ko casalingo contro Brescia e Inter. Cagliari a zero punti dopo due giornate e Maran già in bilico. Quelle, però, sarebbero state le sole due sconfitte per i successivi 4 mesi, visto che da lì in poi Joao Pedro e compagni collezionano ben 13 risultati utili consecutivi. I toni trionfalistici e i sogni di tutto il popolo rossoblù hanno una prima crepa a fine novembre con lo sciagurato pareggio di Lecce (da 0-2 a 2-2 con due espulsi, tra cui il portiere Olsen, fin lì uno dei migliori della squadra) e poi una spaccatura definitiva con l’altrettanto sciagurata sconfitta contro la Lazio alla vigilia della sosta natalizia. Da lì in poi il Cagliari non si riprenderà praticamente più. 
Per ritrovare la vittoria, infatti, complice la pandemia che ha bloccato la Serie A per tre mesi abbondanti, i rossoblù devono aspettare sei mesi, quando a Ferrara, e col nuovo tecnico Zenga in panchina, si torna ai tre punti, riprendendo la strada perduta. Da lì in poi seguiranno altri punti fondamentali per assicurarsi una salvezza che era diventata all’improvviso l’obiettivo principale e una serie di risultati negativi nella parte finale, mitigati dal successo contro la Juventus, con la squadra ormai stanca e senza più grandi motivazioni.  

E’ facile dunque fare un bilancio di questa stagione: un girone d’andata da 8, un girone di ritorno da 3. Se si fa la media non si raggiunge la sufficienza, ma è difficile darla a questa squadra, che ha veramente arrancato per tutto il 2020. Come si diceva all’inizio, per fortuna questo campionato è finito e già si pensa al prossimo, che inizierà fra un mese e mezzo. Detto che la colpa va divisa tra tutti e non solo tra i due allenatori, si spera che, con la nuova guida tecnica, si possa riscattare un anno, quello del Centenario, che doveva essere certamente migliore rispetto a quello che finora è stato.