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Solitamente Pasqua è il periodo di resurrezione ma certamente questa cosa non vale per il Cagliari di Leonardo Semplici. La partita contro il Verona doveva rappresentare la svolta ed invece ha confermato quanto visto nelle ultime partite di campionato. Il Cagliari è ufficialmente in crisi e rischia seriamente di salutare la Serie A.

Il Verona arrivava in Sardegna senza grosse pretese con tre sconfitte nelle ultime tre gare ed una salvezza che ormai attende solo la matematica. Proprio per questo motivo Juric sta cercando maggiormente il bel gioco, provare a vincere giocando un calcio leggermente più spumeggiante, senza mai forzare troppo la mano. Il Cagliari però non è stato capace di approfittare di questo, anzi, per lunghi tratti è sembrata una squadra già retrocessa, senza stimoli e voglie alcune.

Come sempre la scintilla si accende dopo il gol. Barak sigla la rete del vantaggio al minuto 54 e da quel momento i rossoblù decidono di provarci. Un atteggiamento errato, perché non puoi aspettare di andare sotto per provare a vincere la partita, soprattutto se sei in piena lotta salvezza. Dopo la sconfitta di ieri pomeriggio la candela della speranza si sta veramente iniziando a spegnere ed uno dei problemi principali è quello legato alla fasce rossoblù.
Il gioco latita, con una forte mancanza di cross al centro dell’area di rigore. Eppure anche ieri Semplici ha iniziato con Cerri al centro dell’attacco. Un giocatore alto 1 metro e 94 cm, abile quindi nel colpo di testa. Come direbbe un vecchio saggio “testa alta e pedalare sulle fasce”. Ma le fasce dove sono? A Cagliari da troppo tempo si sono spente. A sinistra Lykogiannis sta facendo gli straordinari. Il greco fa quel che può, nonostante non sia mai riuscito a scendere in campo con costanza e la giusta determinazione. Troppo spesso assente in difesa (eppure ha un signor fisico) ma almeno ogni tanto riesce a mettere al centro qualche buon pallone. Dietro di lui su quella fascia il nulla cosmico. Da gennaio il suo vice è Asamoah, forse un errore di mercato rossoblù. Serviva un giocatore pronto, un giocatore capace di fare la differenza ed invece ecco il ghanese, fuori forma e fuori dagli schemi. Di Tripaldelli invece si sono perse le tracce, finito leggermente ai margini per via del “puntare sui più esperti”.

Se a sinistra non va bene non è che a destra vada poi tanto meglio. Un intero girone con Zappa titolare, che diciamolo, qualche assist l’ha messo a segno ma non è ancora poi così tanto maturo per la massima serie italiana. Poi il cambio modulo, con la consegna della corsia a Nandez, il leone uruguaiano. Un leone che però è stato domato nel tempo (per non parlare quando è stato spostato a sinistra), che ha smesso di ruggire. Nelle ultime partite Nandez corre ma non conclude, non incide come ha sempre fatto. In tutto ciò in rosa è presente Calabresi, capace di giocare su entrambi i lati; peccato che il campo l’abbia visto con il contagocce.

Scelte di mercato forse sbagliate, Faragò, che in passato ha crossato più di tutti è stato ceduto con la scusa dei problemi fisici. Una mossa da rivedere, visto che si trovava perfettamente con Leonardo Pavoletti. 
I problemi sulle fasce in casa Cagliari ci sono ormai da parecchio tempo. Il fatto è che il tempo passa, il calendario scorre e per salvarsi occorre fare di più.
Se il Cagliari continuerà a scendere in campo con l’atteggiamento di ieri allora è già finita. Le dirette concorrenti continuano a fare punti, i rossoblù invece sono fermi. I tifosi iniziano a non crederci, un po’ come i loro beniamini. La speranza è che Semplici dentro l’uovo di Pasqua trovi come sorpresa la soluzione per svoltare e conquistare quella che ormai sembra essere una salvezza quasi impossibile.