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L'ormai imminente cessione di Barella all'Inter chiude una telenovela che si è trascinata troppo a lungo in casa Cagliari. Le ultime notizie danno ormai l'affare fatto, resta solo da capire quale sarà la formula che porterà il centrocampista sardo alla corte neroazzurra. Per il club del presidente Giulini, quindi, si apre finalmente il mercato. Il numero uno dei rossoblù, se sono confermare le cifre del trasferimento, è stato bravo a tenere il coltello dalla parte del manico fino all'ultima puntata di questa storia e pare dunque aver preso il denaro che voleva ricavare da questa cessione fin dall'inizio.

Ora, però, all'11 di luglio e con la squadra già in ritiro, senza praticamente nessun volto nuovo, si rischia di cominciare la stagione in ritardo. E' vero che, come detto, l'affare l'ha fatto sia l'Inter con l'acquisto del ragazzo voluto fortemente da Conte, sia il Cagliari col denaro che voleva ricavare da questo trasferimento, ma è altrettanto vero che questa storia è stata forse gestita un tantino male dall'entourage rossoblù. Probabilmente si doveva e si poteva chiudere prima questo trasferimento, l'inserimento della Roma ha rallentato l'operazione, vista l'allettante offerta dei giallorossi che ha fatto vacillare lo stesso presidente Giulini. L'accordo tra l'Inter e il giocatore esisteva da tempo, la volontà del ragazzo era chiara, ragion per cui si sarebbe dovuto chiudere quantomeno entro fine giugno, per poter consegnare a Maran almeno uno o due nuovi acquisti pronti per il ritiro (escluso Mattiello).

Il difficile viene adesso, visto che dovranno essere reinvestiti al meglio i soldi di questa cessione. Non sarà semplice sostituire un giocatore come Barella, pilastro delle ultime due salvezze rossoblù, oltre che andare a puntellare quei reparti che necessistano di rinforzi. La speranza è che, lavorando sotto traccia, il ds Carli abbia, parallelamente all'affaire Barella, tessuto le proprie trame per non farsi trovare impreparato una volta chiusa questa questione. L'ideale quindi sarebbe aver già blindato alcuni colpi che poi sarebbero stati ufficiali solo una volta che il numero 18 rossoblù avesse preso la via per Milano, anche per non farsi tirare il collo dalle società che ora sanno qual è il budget del Cagliari. Il pubblico rossoblù sogna un ritorno in Europa dopo parecchi anni ed è giusto farlo proprio nella stagione 2019/2020, l'anno del centenario del club e dei 50 anni dalla vittoria dell'unico scudetto della storia cagliritana. Maran e i suoi ragazzi lo sanno, tocca quindi ora alla dirigenza allestire una squadra che possa essere attrezzata per tornare ai fasti di un tempo.