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Ad una settimana esatta dall'inizio del campionato è difficile dire quale sia la squadra più pronta ad affrontare un torneo certamente anomalo, iniziato in maniera altrettanto anomala; pochissime settimane di ritiro, pochissime amichevoli e squadre ancora in pieno mercato e con la rosa ancora da costruire per metà.

E' il caso del Cagliari, una delle squadre che, giocoforza, cambierà di più da qui al 5 ottobre, giorno della chiusura del calciomercato. Con una nuova guida tecnica e un cambio di modulo, i cambiamenti sono stati e saranno notevoli in casa rossoblù, anche se il tempo stringe. Se consideriamo che alla prima di campionato si andrà a far visita al Sassuolo, forse la squadra che ha cambiato di meno e che quindi si conosce a meraviglia, le cose per mister Di Francesco si complicano.
Andiamo con ordine, però. L'ultimo dei due test prestagionali è stato giocato ieri contro la Roma, altra squadra alle prese con un cambio di proprietà e dunque con dei cambiamenti radicali. Il match della Sardegna Arena è stato godibile e ricco di spunti per l'allenatore rossoblù; pur con tante assenze e con una formazione che difficilmente rivedremo durante tutto il corso dell'annata calcistica, si sono viste buone cose, alternate ad altre meno buone. La nota positiva è certamente Nandez, giocatore fondamentale (forse quanto e più di Nainggolan, che però ti garantirebbe il salto di qualità) che ha giocato in due-tre ruoli, compreso l'esterno d'attacco, senza ovviamente uscire dal campo nemmeno per un minuto, l'unico tra tutta la rosa rossoblù. Bene anche Walukiewicz là dietro, supportato da Klavan, gol compreso. Che dire poi di Rog, che sembra non aver mai interrotto quel filo che prosegue dalla fine dello scorso campionato e che l'ha eletto capocannoniere di questo strano precampionato rossoblù. Bene pure Sottil, quando è entrato, e l'intesa Simeone-Joao Pedro, seppur con compiti diversi e con posizioni diverse rispetto al passato. Nota di merito, infine, anche per Cragno, ma questa non è una novità. Le note negative, se così si possono definire, riguardano i soliti due gol presi, peraltro in pochi minuti, come quei famosi blackout che hanno contraddistinto tante partite in questi ultimi anni, e il lavoro sulle fasce, fondamentale nel gioco di Di Francesco, probabilmente ancora senza i due titolari, con Faragò e Lykogiannis che devono ancora imparare bene tutti i meccanismi del nuovo gioco.

A tal proposito ora subentra il mercato. Dopo gli arrivi di Marin, ieri a riposo precauzionale, Zappa e Sottil, ieri in campo nella ripresa, e quello fresco fresco di Zito Luvumbo, l'esterno angolano classe 2002, al quale però va dato tempo di inserirsi nella nuova realtà, ora serve un altro sforzo per completare la rosa. Detto che per Nainggolan ora le porte sono chiuse, ma non è detto che più avanti non si possano riaprire, la questione più calda riguarda il possibile ingaggio di Godin, uno dei difensori più forti al mondo quantomeno fino ad un paio di anni fa, ma ancora in forze e pronto a rafforzare una difesa che con lui, certamente, farebbe un salto di qualità notevole. La trattativa con l'Inter non è facile, soprattutto per quanto riguarda l'oneroso ingaggio dell'uruguaiano, ma il Cagliari ci sta provando in maniera concreta. Come detto, poi, mancano rinforzi sulle fasce difensive, priorità a quella sinistra dopo il dietrofront di Czyborra, passato al Genoa, e offensive, dove a Sottil andrà aggiunto un altro specialista, in attesa di capire se Despodov convincerà Di Francesco a restare. Infine, il capitolo cessioni. Se acquistare è relativamente semplice (pagare moneta, vedere cammello, diceva Lotito, ndr), cedere a condizioni favorevoli è molto complicato. Nell'attuale rosa rossoblù ci sono tanti giocatori in uscita e bisognerà essere molto bravi per poter piazzare tutte queste pedine che non rientrano nello scacchiere sardo.