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Per il secondo anno consecutivo, a causa del Covid, il 4 maggio, nel giorno dell'anniversario della tragedia di Superga, non si terranno le consuete cerimonie in memoria del Grande Torino. Belotti e compagni non saliranno al colle, lo ha fatto però questa mattina una delegazione della società granata composta dal presidente Urbano Cairo, dal direttore tecnico Davide Vagnati e dal direttore generale Antonio Comi, accompagnati da alcuni parenti degli Invicibili, come Franco Ossola, Susanna Egri e Angiola Rigamonti. 

Davanti alla lapide posta nel luogo dell'incidente, Cairo ha letto i nomi delle 31 vittime (compito che, tradizionalmente, spetta al capitano della squadra).  ​"Ogni parola è superflua, si rischia sempre di cadere nella retorica ma questo è un giorno davvero speciale per noi tutti - ha dichiarato il presidente granata - Noi dobbiamo riflettere e cercare di essere all’altezza di questi campioni e di questi uomini che hanno fatto davvero qualcosa di speciale, non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello dell’unione di squadra. Quella squadra era così unita, che non cambiava quasi mai ed era veramente qualcosa di unico. Migliorava man man, aggiungevi un giocatore all’anno ma era sempre lo stesso gruppo ed era davvero qualcosa di speciale. Era un calcio che oggi non c’è più però un calcio che è bello ricordare".

"E’ il secondo anno che siamo in pochi. Quest’anno ho letto i nomi ed è stata una grandissima emozione perchè non l’avevo mai fatto. E leggerli è stato qualcosa di molto toccante. Manca Superga con tutta la gente, con tutti i tifosi. Manca salire a Superga con tutta la gente che sale, vedere ai bordi delle strade tanta gente, bambini, genitori, nonni che salgono con le bandiere con tante cose che ricordano il granata. Manca molto proprio l’abbraccio della gente, la messa che prima celebrava Don Aldo e adesso Don Robella" ha poi proseguito Cairo. 
La tragedia di Superga è stata vissuta in prima persona dalla madre di Cairo, tifosissima granata: "Mia mamma mi raccontava sempre che quando seppe la notizia della tragedia di Superga era a Milano da una sua amica e ad un certo punto tornò a casa e nel tragitto pianse tutto il tempo e fu una cosa che la colpì intensamente. Mi ricordo poi che parlando di un nostro calciatore che è mancato molti anni fa, era il ’67, fu mia mamma quella mattina a svegliarmi e dirmi, ti devo dare una brutta notizia: questa notte hanno investito Gigi Meroni e non c’è più. Ricordo quella mattina come fosse ieri, è stata una cosa molto molto commovente. Meroni era un grandissimo".

Infine, Cairo ha poi parlato anche di Davide Nicola e di Andrea Belotti: "Io con Nicola mi trovo molto bene, lo conosco da 16 anni, da quando cominciammo il 2 di settembre. E’ una persona splendida, un ragazzo d’oro ed è una persona che ha un temperamento notevole, delle idee calcistiche che mi piacciono quindi direi che tutto procede bene. Del futuro non parliamone adesso ma direi che con lui il rapporto è molto buono. Belotti? Anche ieri ha fatto un bellissimo gol, peccato fosse in fuorigioco di qualche centimetro, ha preso un palo, si è dato da fare come sempre. Sta facendo comunque sempre bene. Avere in campo lui comunque sia, anche se magari non fa gol in quella partita, vuol dire avere due calciatori avversari che lo marcano e quindi degli spazi per altri. Poi siamo una squadra quindi è bello vedere che ci sono 17 calciatori che segnano: siamo la squadra, insieme all’Udinese che ha portato più calciatori al gol. Vuol dire che c’è una squadra dove tutti danno, contribuiscono e fanno gol e questo è molto bello. Il rinnovo? Ne parleremo”.

SUPERLEGA -
"Abbiamo un’Assemblea domani dove all’ordine del giorno c’è il tema Superlega, prenderemo in esame quello che è successo. Aver pensato quel tipo di competizione è grave, quando venne fuori io la definii un attentato al calcio. Quello che conta è la competizione, i cambiamenti che avvengono in una partita in pochi minuti: il calcio è bello per quello, non perché qualcuno ha più diritti rispetto che gli altri. Provvedimenti? Non lo so… Una cosa importante è che a livello di FIGC si è detto che se una squadra vuole partecipare al campionato e alle competizioni UEFA deve abbandonare l’idea Superlega".