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Cairo c'è e si vede. O meglio, si fa vedere. Anche oggi il patron del Torino ha fatto visita alla sua squadra, non solo per qualche coincidenza che può averlo portato a Torino, ma anche e soprattutto per testimoniare a Bianchi e compagni la sua vicinanza, per cancellare tutte quelle voci che lo vorrebbero ad un passo dal disimpegno granata. L'approdo di Cairo a La7 è qualcosa che, inevitabilmente, porterà l'editore ad avere parecchio tempo in più occupato da vicende che col Toro avranno poco a che fare: ciò però non sarà per forza un male per i granata. Innanzitutto perché il presidente Cairo comunque continuerà a garantire il proprio impegno nel club e, in secondo luogo, perché a questo punto l'imprenditore alessandrino sarà costretto a delegare maggiormente la guida della società: sono dunque previsti inserimenti di nuove figure professionali all'interno della dirigenza granata.

Sono stati fatti i nomi di Lo Monaco e di altri dirigenti illustri, ma senza ancora una base concreta di trattativa: Cairo per questo genere di cose decide prendendosi tutto il tempo necessario. E' stato così con tutti, prima di concedere loro il giusto spazio e 'potere': sarà così anche stavolta, ma il presidente granata ha già iniziato a pensare a chi concedere tutto questo, fermo restando ancora una volta che lui continuerà ad esserci e non mancherà mai di agire e apparire per il Toro. D'altronde il calcio è anche questo, una vetrina nella quale mettersi in mostra: non c'è nulla di male in ciò, soprattutto se la propria società sta rispettando la propria tabella di marcia e non mostra alcuna problematica economica. E' così per il Toro di Cairo, che andrà avanti ancora secondo la sua strada e secondo le linee tracciate dal proprio presidente, sempre e comunque presente, anche oggi, dopo essere diventato un importante editore televisivo.