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Dopo un'annata straordinaria culminata nella rocambolesca qualificazione europea, il Torino di Urbano Cairo si presenta rinnovato ai nastri di partenza della nuova stagione. Le uscite di Cerci e Immobile sono state bilanciate dagli arrivi di Amauri, Quagliarella, Molinaro e Nocerino ma il saldo, sportivamente parlando, pare negativo.
Di tutt'altro tenore è quello finanziario. Il cassiere della società granata ringrazia sentitamente, specie adesso che il patron pare più defilato. Vediamo di capirne i motivi.
In un contesto negativo per tutto il settore editoriale, con investimenti pubblicitari in calo del 10% sul già depresso 2013, Cairo communication ha archiviato il primo semestre dell'anno con ricavi in lieve calo.
Nello stesso periodo l'asset più importante (La7) ha generato un margine operativo lordo di 4.9 mln di euro, rispetto alla perdita di 28.7 mln di registrata nel primo semestre 2013.
Urbano Cairo, di fronte agli investitori, ha sostenuto che " il gruppo continuerà ad impegnarsi con l'obiettivo di (...) razionalizzare e ridurre i costi". I più attenti, tuttavia, sostengono che le prime mosse della nuova stagione televisiva non sembrano molto azzeccate: l'ingaggio di Giovanni Floris (che in 3 anni  costerà a la7 quasi 4 mln di euro) non pare andare nel senso della strategia delineata da Cairo.
DiciannovEquaranta, oltretutto, ha raccolto solo una frazione degli spettatori attesi e, se la tendenza non verrà presto invertita, il rischio è che gli sponsor della trasmissione si tirino indietro.
I tifosi, fedeli alla maglia come pochi altri, per ora attendono, e sperano che il titolo della trasmissione di Floris faccia riferimento non all'orario, ma ai punti da raggiungere al termine della stagione (19 e 40 = 59). I più scaramantici, però, stanno chiedendo lumi ai fratelli viola che, ahiloro, hanno già vissuto la parabola di un imprenditore del settore, anch'esso per un periodo proprietario della stessa tv. Corsi e ricorsi ...
Attilio Rapaci