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Cristiano Ronaldo e Kakà come garanzia per ottenere liquidità; e a richiederla non è il Real, ma la banca che all'epoca dell'acquisto consentì al club merengues di acquisire il cartellino dei due assi, con un prestito. A rivelare l'inconsueta storia di calcio e finanza - a tutti gli effetti quel che si chiama una cartolarizzazione - è El Pais, che sulla sua edizione on line spiega: la Caja Madrid finanziò nel 2009 il club di Florentino Perez con 76,5 milioni di euro, per un doppio colpo di mercato che scosse il calcio europeo scandalizzando perfino il presidente Uefa Michel Platini per l'eccesso di spese (93 milioni di euro per il portoghese preso dal Manchester United, 65 per il brasiliano ex Milan). Ora Bankia, un consorzio che riunisce sei casse spagnole, ha deciso di emettere obbligazioni attraverso un fondo pari a € 772.850.000 di prestiti erogati per sostenere alcune aziende spagnole, tra le quali colossi come Acciona e Abertis ma anche il Real, e per la trasparenza ne ha informato l'autorità di vigilanza spagnola: l'idea è che quel fondo serva a ottenere liquidità dalla banca centrale europea, la BCE. Le informazioni fornite dalla banca indicano altre curiosità: il tasso di interesse pagato dal Real è pari all'Euribor sei mesi più uno spread compreso tra l'1.5 e il 2.5. Le rate di interesse sono semestrali, mentre il capitale viene restituito in tre tranche, il 3 luglio del 2012, 2013 e 2014. In pegno per quei 76 milioni di euro, la banca aveva preso gli introiti da diritti tv del club madridista.