Eat the rich, cantavano gli Aerosmith nell'album Get a Grip del 1993. E a voler fare una metaforica scorpacciata di ricchi nel mondo della musica e del calcio oggi ci si troverebbe di fronte a un menu di alto livello. La rivista americana Billboard ha infatti da poco stilato la classifica (basata solo sui dati del mercato statunitense) delle band e i musicisti più pagati dell'ultimo anno. 

A farla da padroni sono gli U2, che avrebbero guadagnato 47,5 milioni di euro in 12 mesi. Dietro di loro in questa speciale top five si piazzano il re del country a stelle e strisce Garth Brooks (45 milioni), i Metallica (38 milioni), Bruno Mars (35 milioni) ed Ed Sheeran (27 milioni). Sono loro i Messi (126 milioni), Cristiano Ronaldo (94 milioni), Neymar (81,5 milioni), Bale (44 milioni) e Piqué (29 milioni) dei portafogli musicali. 

La notizia più interessante riguarda però la provenienza di questi incassi: almeno il 90% di tutti i guadagni deriva dai live. È con i concerti che si fattura ancora (e molto) nella musica, niente cd, streaming o vinili (che pur son tornati in auge di gran carriera). Questo spiega perché oggi molte grandi band (si prendano ad esempio i Guns N' Roses post reunion o i Queen senza Freddie Mercury) girino per stadi e palazzetti di tutto il mondo senza produrre musica nuova. 

Le grandi band che non mettono in mostra la propria vena creativa sono paragonabili a quei calciatori che vanno a svernare in Cina, prendendo stipendi da Paperon de Paperoni senza la necessità di far valere al massimo le proprie doti calcistiche (si pensi a Lavezzi, Oscar e Pellè che guadagnano circa 25, 22 e 16 milioni di euro a stagione per giocare nella Chinese Super League). Chinese Democracy (per citare appunto l'ultimo disco in studio dei Guns, datato 2008): minimo sforzo, massimo risultato. Questo sembra essere il motto che però, ovviamente, non vale per tutti. 

Se è vero che, ad esempio, il rapper Drake nel 2017 ha incassato 12 milioni di dollari senza tenere alcun concerto, in particolare grazie agli ascolti online, e che la popstar venuta dal country Taylor Swift ha incassato 10 milioni di dollari soprattutto grazie alla vendita di dischi fisici. Il rischio è quello di sentire sempre meno nuova musica e, soprattutto, di vedere pubblicati sempre meno album a fronte di una serie infinita di singoli acchiappa ascolti. Per il resto teniamoci stretti i concerti, che restano la migliore esperienza musicale a 360 gradi, magari sperando in una consistente riduzione dei prezzi dei biglietti, ormai arrivati alle stelle ovunque.