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Quello di domenica sera, dopo tanti anni, sarà il primo derby Inter-Milan senza le cosiddette tele-radio-cronache dallo stadio da parte delle televisioni locali. La tele-radio-cronaca in diretta tv, da vent'anni a questa parte, è diventata un classico appuntamento per chi non va allo stadio e non ha nemmeno a disposizione un abbonamento a Sky o a Mediaset Premium.

Dall'inizio della stagione 2010-11, le Tv locali non possono più fare la tele-radio-cronaca dagli stadi: la Lega Calcio, per salvaguardare i diritti televisivi della Rai (di Quelli che il calcio in particolare), l'unica emittente autorizzata a commentare le partite dallo stadio (con l'inquadratura sugli inviati e non sul campo), ha vietato alle altre Tv di fare altrettanto.

"È in ogni caso tassativamente vietata al licenziatario la tele audiocronaca e/o l’audiocronaca della gara, in diretta e/o differita, effettuata dallo stadio, dagli studi televisivi e/o da qualsiasi altra postazione", dice il regolamento, che ha penalizzato un mondo nato proprio grazie alla pay tv e che ha permesso per anni di guardare gli altri che guardano una partita e la commentano, un modo, per tanti tifosi impossibilitati a seguire le partite in altro modo, di sentirsi un po' allo stadio, un po' al bar, un po' fra amici, seppur virtuali, e gustarsi comunque la partita.

In questa stagione, le tele-radio-cronache delle tv private si sono spostate dalle tribune stampa agli studi, e l'atmosfera è davvero diversa, come racconta a Calciomercato.com Filippo Tramontana, giornalista di Italia 7 Gold, che nelle ultime stagioni è diventato il volto preferito dai tifosi dell'Inter per le tele-radio-cronache da San Siro.

"Per chi era abituato come me a fare le telecronache da San Siro, farle dallo studio è qualcosa di completamente diverso - spiega Tramontana -. Dallo stadio c'è molto più coinvolgimento, c'è una carica diversa, sia per chi commenta la partita che per chi la segue davanti alla tv. Il derby però è una partita talmente coinvolgente di per sé che, in questo caso, la differenza non sarà molta, perchè in queste occasioni la carica la dà automaticamente il match, che è molto importante".

"Per quanto riguarda poi la questione in generale - prosegue -, per ora si è parlato di un'esclusiva della Rai dagli stadi per una stagione. A fine stagione vedremo, se la Rai non dovesse acquisire nuovamente i diritti, se è questo il vero motivo per il quale noi non possiamo più lavorare dallo stadio, o se ci sono altre ragioni".