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Martedì sera Inter-Tottenham è stata la prima partita di calcio trasmessa da Sky in modalità 3D (Sky Sport 3D, canale 206): si è trattato di un esperimento e di un'anticipazione di quello che ci riserverà il futuro per quanto riguarda il calcio in televisione.

Dell'esperimento di Sky e, più in generale, di questa nuova tecnologia, calciomercato.com ha parlato con Giancarlo Tomassetti, regista emerito della Rai e, attualmente, uno dei dieci registi che si occupano della regia del campionato italiano di calcio (Tomassetti settimanalmente si occupa di una gara di Serie A per Dhalia TV).

Lo stesso Tomassetti, come ci racconta, ha avuto occasione di sperimentare il 3D: "Il 3D è già stato sperimentato sia in Italia, durante l'ultima finale di Coppa Italia di cui mi sono accupato, Roma-Inter, prodotta da Infront in partnership con la Rai (il match non fu trasmesso in tv, ma in alcune sale del circuito The Space Cinema, ndr), che in Sudafrica. Durante i Mondiali in Sudafrica abbiamo avuto la possibilità di vedere almeno parti di partite in 3D. Ora si riprende questa sperimentazione, estremamente interessante".

"E' mia opinione che il 3D sia molto ma molto più importante del calcio in alta definizione (HD) - prosegue il regista -. Varrebbe la pena di andare in pensione solo per sperimentare il 3D! Non c'è nessuna forma di teorizzazione in questo momento. Per l'HD si è trattato solo di una definizione migliore delle immagini, con la possibilità di rivoluzione il formato delle immagini (il 16/9), e da parte dei registi di ipotizzare altri tipi di inquadratura, cosa è successa a partire dal 1998, dai Mondiali di Francia. Con il 3D succederà molto di più, il cambiamento sarà ancora maggiore, perché naturalmente la possibilità di avere su piani diversi la visione della partita produrrà sensazioni completamente diverse, che non sono ancora state teorizzate. E' difficile quindi al momento dare delle prescrizioni di ripresa. Ogni regista dovrà impossessarsi di questi mezzi e provarli, come, per fare un paragone, un torero prova il toro nell'arena. Una volta studiata la tecnologia, studiati gli effetti, sicuramente si arriverà anche una diversa definizione della ripresa della partita".

"Una cosa che salta immediatamente all'occhio è che un'inquadratura alta in tribuna viene in secondo piano rispetto a un'inquadratura bassa che fa vedere molto di più le prospettive di ripresa - aggiunge Tomassetti -. Quindi questo sicuramente produrrà un posizionamento diverso delle camere e sensazioni sicuramente diverse, di cui oggi ancora non sappiamo molto. In questo momento il 3D è una tecnologia in fase di sperimentazione, che ha ancora enormi limitazioni, perché mi sembra di capire che se un soggetto si avvicina troppo alle telecamere succedono dei pasticci e che i movimenti di camera sono ancora estremamente difficoltosi".

Per concludere, un augurio per quanto la futura diffusione della tecnologia: "Quando questo strumento potrà avere una diffusione di massa? Non si possono fare previsioni sulle tempistiche, perché intervengono due fattori: un fattore tecnologico, costituito dal perfezionamento di queste telecamere, e un fattore commerciale, cioè di diffusione della tecnologia sul mercato. A volte, come per il digitale, succede che l'aspetto commerciale anticipa quello tecnologico, ma sicuramente i due fattori vanno visti insieme. Possiamo ragionevolmente augurarci, ma è un augurio, non una previsione, che entro la fine di questo decennio tutti i televisori possano essere in 3D".