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Cosa accomuna Byron Moreno (Il Brutto), l'arbitro di Italia-Corea del Sud del 2002, arrestato pochi giorni fa a New York con sei chili di eroina nelle mutande, a Ivan Bogdanov (Il Cattivo), l'ultrà-nazionalista-nazista serbo protagonista dei disordini che hanno fatto saltare Italia-Serbia di martedì a Genova?

A unire in un unico contesto questi due tristi personaggi, i cui volti (uno grottesco, l'altro incappucciato e inquietante) e i cui corpi (uno flaccido, l'altro tatuato con bombe a mano) sono stati protagonisti sugli schermi televisivi italiani, ci ha pensato il presidente della Figc, Giancarlo Abete (Il Buono?).

A chi gli chiedeva un parere sulle opinioni espresse dal presidente della Fifa Joseph Blatter sui fatti di Marassi ("In Inghilterra non sarebbe successo"), Abete, invece di rispondere nel merito, ha avuto la bella idea di replicare chiedendo conto alla Fifa (otto anni dopo) della qualità umana del personale mandato ad arbitrare il match fra l'Italia del Trap e i coreani. Una replica che, come ha commentato Gigi Garanzini su Radio 24, ha il sapore della ripicchetta di un bambino di "quarta o quinta elementare".

C'è da chiedersi cosa abbia fatto nel frattempo, in questi otto anni, Giancarlo Abete, oltre ad aver assistito (in diverse cariche istituzionali) allo scempio di Calciopoli, a due candidature agli Europei (2012 e 2016) fallite, al disastro di Sudafrica 2010 e a quello della Under 21, fuori dall'Europeo di categoria e dalle Olimpiadi di Londra... Tutto questo senza pensare di fare un passo indietro, come ha suggerito oggi Marco Tardelli in un'intervista a la Repubblica.

Se questo è il Buono del reality show (o della telenovela, fate voi) del nostro calcio, possiamo stare certi che i Brutti e i Cattivi del nostro (e non solo del nostro) calcio continueranno ad essere protagonisti sui nostri teleschermi.